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Commenti (civili) e giudizi sono graditi, attendete qualche giorno per vederli, debbo prima controllarli e poi eventualmente rispondere.

giovedì 29 gennaio 2015

RETROCOMPUTING --- IL COMMODORE 64 SILVER LABEL, CRITERI DI AUTENTICAZIONE


Risultati immagini per commodore silver label

Il Commodore 64 "silver label" è esattamente quello fotografato sulle scatole di tutti i C64 modello "biscottone" (versioni A,B,G) , si badi bene alle etichette "Commodore" e "64" color argento

Da qualche mese sto cercando di trovare la prima versione di un C64, la cosiddetta "Silver label", la prima versione di questo computer che ancora adesso compare sul Guinnes dei primati come il computer più venduto di tutti i tempi. Ho notato che il prezzo è alto, a causa dell'importanza storica e della rarità del modello, questo fa pensare che potrebbero esserci dei "falsi", cioè dei normali c64 versione "arcobaleno" magari funzionanti ma venduti cari solo perché hanno magari solo le etichette della versione più vecchia. 
In effetti ogni tanto c'è su ebay qualche annuncio dove si vendono appunto le sole etichette dei C64, di solito i modelli "arcobaleno" ma in passato ho visto anche quelle del modello più ricercato.
Quali sono i criteri per ritenere autentico un "Silver label"? 


Sul sito http://c64preservation.com/ (a proposito, le versioni silver sono due!) è possibile farsi un'idea sulla base dei numeri seriali e della scheda madre, vi sono anche altri siti che parlano delle varie versioni del C64, come http://www.c-64.org/ oppure wikipedia (soprattutto le pagine in lingua inglese).


Sulla base delle informazioni che ho mi sono fatto un'idea che qui espongo, a beneficio di tutti i collezionisti (e anche per evitare qualche frode).  Indicherò per ogni componente del computer quali sono i punti che meglio dovrebbero favorire una corretta identificazione.


Tastiera: sia tasti funzione arancione che grigi, altri tasti neri, sono escluse quelle con tasti bianchi.o con tasti funzione con i due valori entrambi sulla faccia superiore. 


Case: in genere venne usata la versione "alta", (40 x 20,9 x 7,6) leggermente più grande (e rara) della versione classica (40 x 20,6 x 7), comunque la forma è sempre quella del biscottone. Da notare che un semiguscio "alto" non combacia bene con uno "basso" a causa dei diversi giunti e cerniere sul retro e della diversa  largezza. 
Da notare che i ganci dietro ai case "alti" sono divisi in tre coppie, mentre i case "bassi" hanno tre ganci posteriori più grandi.

Scheda madre: la assy 326298 (usata per lo standard video NTSC)  è sicura, anche la KU14194HB (sistema PAL) e la 250407 versione A (PAL/NTSC), per la 250407 versione B direi che ancora sono compatibili, nel senso che mi risultano anch'esse in qualche caso montate anche nel silver, soprattutto con seriali bassi, quindi vale quanto specificato in nota (2). Le versioni successive sono talvolta presenti nei silver, ma credo che si tratti di C64 a cui hanno cambiato la scheda originale a seguito di un ricondizionamento. (vedi nota 1)

Una scheda KU14194HB




[Picture of original PAL C64 board]
una scheda assy 326298, da notare il chip video
ceramico subito sotto il modulatore RF

CPU ed altri chip
: direi che quelli ceramici sono abbastanza sicuri, ma gli altri possono essere compatibili a condizione che abbiano il codice originario (6510 e non p. es. 8500 per la cpu, ecc.). L'epoca di produzione, spesso indicata sul chip con un codice a 4 cifre, sotto il codice del chip, composto da due cifre per il n. della settimana e due per l'anno, deve essere il tra xx82 e nn83 dove nn non dovrebbe superare il 12. Se hanno codici successivi vuol dire che sono stati cambiati, non si tratta necessariamente di una frode, ma probabilmente di normale manutenzione, in particolare se il computer ha un seriale basso. Il chip video più sicuro è quello ceramico.


il gruppo 1 indica la settimana, il gruppo 2 l'anno


Numeri seriali: L'unico sito che mi da una qualche informazione in proposito è http://c64preservation.com/, comunque si tratta di valori approssimativi a causa del limitato numero di oggetti catalogati, li indico a seconda delle sigle del luogo di produzione, tenete presente che per i casi dubbi ho utilizzato quanto specificato nella nota (2)
Una tipica targa con numero seriale, posta sul guscio inferiore del case.

  • C (Canada) direi tutti, gli esemplari con etichetta arcobaleno sono probabilmente esemplari ricondizionati e poi rivenduti come nuovi, dato che si trovano dei silver con seriale superiore a questi;
  • CA (USA e West Germany): nessuno;
  • DA4 e DA5 (West Germany) direi nessuno, nel sito ce n'è uno, ma è incoerente con la tastiera ed il seriale è molto alto;
  • HB (Hong Kong): nessuno
  • P (West Chester, California, USA), si tratta dello stabilimento principale della Commodore, qui ne è stata prodotta credo la maggior parte, ma l'unico silver sicuro ha un seriale P00309037, tra questo e P5016624B, primo di una successione abbastanza continua di seriali con schede madri superiori, c'è un lungo intervallo per il quale non posso dire nulla di certo, c'è una gran mescolanza di schede madri di tipo diverso. posso solo dire che l'ultimo seriale con una scheda 250407 rev a è P2625448 (nota 2), comunque più è basso il seriale maggiore è la possibilità che sia di un silver;
  • RP (West Chester, ricondizionati) difficile dire qualcosa di sicuro, comunque, basandomi sulla nota (1) senz'altro i seriali molto bassi sono probabilmente ex silver, tuttavia non basta rimettere l'etichetta silver a questi esemplari, occorrerebbe anche cambiare la targhetta mettendone una con un seriale tipo P  appropriato, ma questo rende tutta l'operazione un pò troppo aleatoria. Ovviamente in questi modelli spesso si trovano chip successivi al 1983 rendendo ancora più incerta una affermazione di autenticità.
  • S (Santa Clara, California, USA) sicuri fino a 28922, sicuramente esclusi quelli oltre 230182, in base alla nota (2) potrebbero essere silver ricondizionati quelli fino al seriale 208405, ultimo seriale con scheda 250407 rev b, appena dopo alcuni con schede di modello 32629 rev a, possibile quindi rietichettarli, ma attenti a controllare le date dei chip.
  • SC (Canada) quasi certamente nessuno, in lista ce n'è solo uno ma è un modello che di solito ha seriali molto bassi, mentre qui ha un seriale successivo a molti modello arcobaleno, forse è un silver fabbricato altrove a cui per qualche motivo ignoto è stato cambiato il seriale.
  • UKB (Gran Bretagna) sicuri fino a 256243, da 1858106 sono sicuramente esclusi, in mezzo computer con vari tipi di schede, l'ultimo seriale con 250407 rev A è proprio 1858106 che ha alcuni chip di tipo insolito, anche qui posso solo dire che più basso è il seriale e meglio è.
  • WGA (West Germany) sicuri fino a 17635, sicuramente esclusi a partire da 32514, il seriale 4887 appartiene senz'altro ad un silver ricondizionato, in mezzo non ci sono altri modelli su cui dire qualcosa.
  • WGB (West Germany) sicuri fino a 36734, sicuramente esclusi da 57891, tuttavia si notano molti seriali bassi con etichetta arcobaleno, quelli con seriale inferiore a 40000 direi che sono probabili silver ricondizionati.
  • WGC (West Germany) sicuri fino a 21265, probabilmente esclusi da 109547, sicuramente esclusi da 127899, in mezzo c'è molta incertezza, comunque, tenendo presente  le schede madri, direi che con molta probabilità i seriali fino a 45056 siano di silver o ex silver ricondizionati, quelli con seriale superiore sono con molta probabilità non silver.
Infine riepilogo alcune note metodologiche:
  1. ho saputo, non ricordo dove, che la Commodore, quando ritirava un C64 silver in garanzia lo rimarchiava con etichetta arcobaleno, magari cambiando anche il case, per questo ho visto diverse schede madri con seriali bassi nelle versioni arcobaleno, quindi un c64 con case e altro di un "silver" ma etichetta arcobaleno potrebbe essere stato effettivamente un silver, quindi è legittimo rimettergli una etichetta silver, purchè originale. L'unica condizione è che sia solo necessario il cambio di etichetta, il resto deve essere compatibile con le caratteristiche di un silver.
  2. in base a quanto detto a proposito delle schede madri considero silver anche i computer che hanno schede 250407 rev b con un case che ha un seriale inferiore a quello di silver sicuri.
  3. Se avete voglia di fare un commento o richiesta di chiarimento fate pure, vis risponderò, ma dovrete avere pazienza, circa 10-20 giorni.

Quanto scritto non deve essere considerato impegnativo o definitivo ai fini della dichiarazione di autenticità o genuinità di un computer, sono ben accetti commenti, precisazioni e conferme. 

lunedì 12 gennaio 2015

SCUOLA ---------------------- PIU' O MENO DI 100

Risultati percentuali relativi alla
 distribuzione dell'acqua sulla Terra
Come promesso mi occuperò in questo post dei calcoli sopra e sotto 100, questi calcoli vengono spesso usati in ambito fiscale e economico.
Innanzitutto parto dalla proporzione di base delle percentuali:
100 : r = S : P
dove r è la percentuale, S è la somma su cui si applica la percentuale e P è il risultato (normalmente) di questo calcolo, detto anche Percento.
Applicando un regola (quella del comporre) relativa alle proporzioni otteniamo questa:
(1) 100 : (100 +/- r) = S : (S +/- P)
+/- significa più in caso di sopra cento/meno in caso di sotto cento.
In genere si usa il calcolo sopra cento se una grandezza osservata aumenta o è aumentata, sotto cento nel caso opposto di diminuzione della grandezza.
A differenza delle percentuali, dove di solito l'incognita è P, capita più spesso in questo caso che l'incognita sia S, ovvero si vuol sapere che valore aveva la grandezza prima della variazione (sopra/sotto cento inverso).
Nel caso l'incognita sia 100 +/- r invece si vuol sapere la percentuale di variazione, mentre nel caso di S +/- P si vuol sapere la grandezza già variata.
Facciamo un esempio riferito a S
Il prezzo di un oggetto comprensivo di IVA al 22% è di € 152,50, si vuol sapere il prezzo prima dell'aggiunta dell'IVA (ovvero si vuol sapere l'imponibile), la percentuale sarà:
100 : 122 = x : 152,50
dove 152,50 è appunto il prezzo compresa l'IVA, 122 è il risultato di 100 più la percentuale IVA (aliquota) del 22%.
Risolvendo rispetto ad x avremo  152,50 x 100 = 125,00
                                                         122  

E' possibile anche usare questa formula per conoscere direttamente il percento o la percentuale, cioè:
(2) r : (100 +/- r) = P : (S +/- P)
Riprendendo l'esempio di prima, volendo conoscere il percento si avrebbe:
22 : 122 = x : 152,50
Risolvendo avremo: 152,50 x 22 =  €27,50 che corrisponde all'IVA in-                                                 122
clusa nel prezzo di 152,50 euro

martedì 7 ottobre 2014

SCUOLA --------------------- FIFTY FIFTY ED ALTRE PERCENTUALI




Il calcolo percentuale è usato con grande frequenza nella vita quotidiana, è bene conoscerlo nel modo migliore perché consente di evitare molte insidie nascoste nell'uso scorretto di questo calcolo.
Le percentuali vengono calcolate partendo da uno strumento matematico che ho trattato in un altro post e detto "proporzione".
In effetti la percentuale è una proporzione particolare, in quanto uno dei suoi membri, solitamente il primo, ovvero l'estremo sinistro, vale sempre 100, ecco quindi la sua forma generale:
100  :  r   =   S   :   P
r è detto anche "ragione percentuale" e significa che ogni cento unità si ottiene un risultato pari appunto a r;
S è la somma sulla quale si calcola la percentuale
P è il risultato, o "percento"
Di solito sono noti r e S, e si parla di un calcolo diretto, quando invece uno di questi due è incognito si parla di calcolo inverso.
Faccio ora un esempio diretto, voglio sapere quanto mi rende un prestito di 200 euro che dopo un certo tempo mi rende il 4% (il simbolo "%" si legge "per cento" e serve a riconoscere quale termine è r), per risolvere sostituisco alle lettere i valori corrispondenti:
100  :  4    =   200 :   x
Risolvendo secondo le regole delle proporzioni, visto che l'incognita è un estremo, ottengo:
1) x  =  200  *   4  =  8    
   100    
Significa che 200 euro al 4% mi hanno reso 8 euro.
La formula (1) può essere resa in modo più generale, perché è la formula standard per calcolare le percentuali, quindi:
2) x  =   S  *  r      
     100 
In pratica, quando si deve calcolare una percentuale conoscendo S e r basta applicare direttamente la formula 2 senza bisogno di impostare la proporzione.
I calcoli inversi si effettuano, come già detto, quando r o S sono incogniti, in tal caso, impostando la proporzione e risolvendo in base al dato incognito, possiamo ottenere uno dei seguenti casi:
incognita r  3) x  =  100  *  P 
                           S 
incognita S  4) x  =  100  *  P
                           r
Ecco un esempio: voglio sapere quale è la percentuale di maschi in una classe che contiene 13 studenti e 10 studentesse.
Innanzitutto si deve sapere quanto è numerosa la classe, sommando maschi e femmine si ottiene 23.
A questo punto conosco sia S, il totale della classe, che P, la parte che comprende i maschi, non conosco r per cui applico la formula 3 e ottengo:
5)  x  =  100  *  13  = 56,52% (importo arrotondato ai centesimi)
               23
In un prossimo post tratterò di un calcolo che deriva dalle percentuali, ovvero il calcolo sopra e sotto cento.




lunedì 14 luglio 2014

FILOSOFIA ----------------- ANCHE CHI CONSUMA "PRODUCE"

File:GDP EU TOP 5.svg
Andamento del PIL per Germania (D), Francia, Gran Bretagna(UK), Italia e Spagna(E)(fonte EUROSTAT)
PREMESSA
Questo post è più "digeribile" per chi ha qualche base di economia, ma l'ho messo nella sezione filosofica perché propone un mutamento nel modo di trattare il lavoro ed il consumo.

IL PROBLEMA
Come è noto nelle economie progredite o "mature" si sta verificando un problema di competitività con le economie in sviluppo, a causa del modo con cui è retribuito il fattore lavoro. Le economie progredite hanno un forte ed esigente mercato interno che richiede prodotti di qualità, ed è per questo che da lì vengono di solito i prodotti migliori, in pratica i consumatori selezionano i prodotti, anche se le imprese tentano di dirigere almeno in parte i loro gusti.
Il lato negativo sta nella retribuzione dei lavoratori nei Paesi "maturi", che è molto più alta dei lavoratori dei Paesi in sviluppo e rende il costo dei prodotti meno competitivo rispetto a questi ultimi.

LE FUNZIONI ECONOMICHE DELLE PERSONE
In effetti ogni persona che vive in un Paese svolge varie attività spesso non retribuite, ma che hanno invece una forte utilità per tutta la comunità, per esempio mette al mondo e educa e fa crescere i figli, che garantiscono nuovi consumatori e lavoratori, fa funzionare il sistema politico come elettore, infine, funzione più direttamente economica, seleziona i prodotti da consumare.
Questo ultimo compito è decisivo, se il mercato interno di un Paese non seleziona le imprese con i prodotti migliori, queste non saranno spinte a migliorare la produzione, e infine le renderà incapaci di affrontare la concorrenza estera.
Questa funzione, però, è utile ad un sistema economico nel suo complesso, una persona seleziona tanti prodotti, non solo quelli dell'azienda per cui lavora, per non parlare della funzione riproduttiva ed educativa, politica, ecc, che solo indirettamente riguarda l'economia.
Quando una azienda assume a tempo pieno un lavoratore, non lo paga solo per la funzione direttamente a lei necessaria, cioè il lavoro che può fare, ma lo paga per garantirgli anche tutte le altre funzioni, di cui l'azienda gode solo in parte il frutto.

POSSIBILI SOLUZIONI
Negli ultimi anni si è creato un dibattito sul cosiddetto "reddito di cittadinanza" che avrebbe l'obiettivo di garantire a tutti un reddito di sussistenza, alla luce di quanto ho scritto prima questo reddito avrebbe un ruolo diverso, esso può essere visto come un compenso dato per lo svolgimento di precise funzioni nel sistema economico, funzioni che però non sono godute da soggetti determinati, ma da tutto il sistema economico, quindi non parlerei di "reddito di cittadinanza" ma di "reddito sociale".
Tale reddito, però, ha un senso se contemporaneamente si attivi un processo che sollevi le imprese dal peso di retribuzioni che vanno al di là del mero compenso per il lavoro prestato, sopprimendo anche tutta una serie di posti di lavoro privi di effettiva utilità, determinando un grosso cambiamento nella struttura della spesa pubblica, delle entrate pubbliche e nel livello delle retribuzioni.

ALCUNI CALCOLI PER DETERMINARE LA FATTIBILITA'
Facciamo qualche conto:
Ammettiamo che un singolo abbia in media un fabbisogno finanziario medio di circa €8500 annuali per la sussistenza (alimentazione, vestiario, alloggio e bollette per acqua, energia e comunicazioni), per l'alloggio ovviamente bisognerà ammettere una eventuale divisione con altri.
Questo fabbisogno medio vale per tutti, adulti, bambini, vecchi.
La spesa necessaria per un paese come l'Italia sarebbe di (€8500 per 60M di abitanti) 510 G€ (510 miliardi di euro).
Approssimativamente è 1/3 del Prodotto nazionale lordo, che, per quanto detto prima, sarebbe erogato tramite la spesa pubblica finanziata da imposte.
Teniamo presente che questo reddito non va tassato, per evitare un inutile giro di denaro con relativi adempimenti burocratici e quindi altra spesa inutile.
A questo ammontare va aggiunta la spesa pubblica, attualmente sarebbe di circa 800 G€, ma è un importo che non tiene conto che gran parte delle prestazioni sarebbero assorbite dal reddito sociale, per esempio gli assegni di disoccupazione, la cassa integrazione, tutte le pensioni e gli stipendi ai dipendenti pubblici per la parte sotto i 700 euro netti o 1400 lordi mensili.
Mancando dati attuali mi baso su questo documento ISTAT che, pur riferito al 2007, da una idea delle proporzioni delle voci di spessa interessate:
http://snipurl.com/293m5kq (pagina 5).
- La voce "Redditi di lavoro dipendente vale 165 G€, ammettendo uno stipendio lordo medio di 40.000 € annuali, considerando che 8500 euro netti sostituirebbero circa 17.000 euro lordi si ottiene un risparmio del 42% cioè di 70 G€, tuttavia il forte risparmio di ore lavoro retribuite dovute alla cancellazione di tantissimi adempimenti e funzioni burocratiche dovuto al fatto che le prestazioni sono automatiche e non più legate a adempimenti vari (accertamento dei requisiti, autorizzazioni, impegni di spesa, ecc.), aggiunge almeno altri 30-40 G€ al risparmio.
- La voce "Prestazioni sociali in denaro" potrebbe essere praticamente del tutto assorbita e vale 265 G€.
- altre voci relative a prestazioni sociali valgono circa 48G€, detraibili al 50%.
-Infine la voce "Spesa per consumi" anche qui verrebbe tagliata per tutta una serie di attività e funzioni della pubblica amministrazione non più necessarie, direi intorno a almeno 100G€.
Il totale delle voci precedenti copre tutta la spesa per il reddito sociale.
Al di là dei risparmi immediati dovuti alla sostituzione di prestazioni di servizi pubblici con il reddito sociale, vi sarebbero altri risparmi indotti:
-i danni risparmiati per la criminalità da bisogno, che ovviamente di fatto scomparirebbe, con la conseguente minore necessità di processi, poliziotti, carceri, ecc.
-i risparmi per le imprese dovuti ai minori adempimenti burocratici per gestione del personale, oltre al forte risparmio sui costi del personale tutto ciò potrebbe essere usato per investimenti (si spera) produttivi o/e per incentivare ricerca e sviluppo.

CONSEGUENZE POSITIVE IPOTIZZATE
Una delle prime conseguenze è che decade la tutela del posto di lavoro dal punto di vista della durata sia privato che pubblico (la sicurezza contro infortuni e malattie ovviamente resta), un lavoratore licenziato perde solo la parte di stipendio che supera il reddito sociale, ma, p.es., un nucleo familiare di 4 persone ha un reddito sociale di ben 2800 euro nette e può ben mantenersi.
Qui c'è anche un forte incentivo alla natalità e/o alla convivenza allo scopo di creare economie di gruppo.
Una impresa deve erogare stipendi che, tenuto conto di contributi, salari e tasse risparmiate arriva inizialmente a 1400 euro in meno mensili per ogni dipendente.
Ovviamente cambia la tassazione, ma non di molto, visto che già ora i redditi sotto una certa soglia sono esenti.
A queste condizioni è ipotizzabile che molti, sopratutto persone con lavori a bassa qualifica e con famiglia a carico, saranno invogliati a lasciare quel lavoro e diventare esclusivamente consumatori o cercare di passare ad un lavoro in proprio, più redditizio.

PUNTI CRITICI DEL PROGETTO
I punti sono due, uno economico ed uno psicologico, strettamente collegati.
1) a quale livello medio di compensi si collocherebbe l'equilibrio tra domanda ed offerta di lavoro?
Da una parte la piena flessibilità in entrata ed uscita dal posto di lavoro più la mancanza di una esigenza di lavorare per sopravvivere favoriscono la diminuzione dei compensi, dall'altro la diminuzione dell'offerta di lavoro potrebbe compensare tale tendenza, ma solo se tale diminuzione sia molto consistente, superando il numero di disoccupati ufficiali più quelli che vorrebbero lavorare ma attualmente non cercano lavoro per mancanza di speranze (disoccupazione nascosta).
Credo che l'equilibrio si collocherebbe ad un livello nettamente più basso del livello attuale di compensi, magari leggermente superiore a quello che avevo ipotizzato in precedenza (livello attuale meno 1400 euro).
2) quale mutamento culturale e sociale provocherebbe la sopravvivenza delle persone economicamente garantita?
E' una situazione praticamente inedita nella storia a livelli così massicci. Ci sono sempre stati ceti in queste condizioni, come quelli che vivevano di rendita, ma non si è mai arrivati a coprire una intera popolazione.
L'unico parallelo possibile è quello con la plebe di Roma durante i secoli dal secondo al quarto circa, l'acqua, il cibo, i divertimenti e la cura del corpo (terme) erano tutte fornite dallo Stato gratuitamente a tutti i cittadini romani, ma c'era una grossa differenza, i cittadini non facevano realmente nulla, non selezionavano i prodotti perché già forniti dallo Stato, non sceglievano le cariche pubbliche perché c'era l'Impero, non avevano accesso a scuole per migliorare la propria cultura, al massimo educavano (piuttosto male) i figli.
Queste differenze possono bastare a impedire una degradazione della società? E' una cosa da discutere, non è per niente scontata una risposta positiva o negativa.

giovedì 10 aprile 2014

RETROCOMPUTING --- UN SISTEMA ESPERTO PER RIPARARE SISTEMI COMMODORE

                    

In questo post, grazie alla grande esperienza su sistemi Commodore di Ray Carlsen, ho creato un sistema esperto in grado di fornire una diagnosi per la riparazione di questi oggetti.
Sil sito troverete due versioni, una per Excel ed una per Openoffice.
Una volta scaricato il file apritelo, e seguite le facili istruzioni contenute nella pagina omonima.
Al momento siamo alla versione 2.0 che si occupa di alcune schede madri appartenenti ai lettori di dischetti modello 1541 e di alcune schede madri dei computer Commodore 64, se qualcuno vuole collaborare può mandare alla casella di posta retrohcxxx@yahooxxxxx.xxxit (togliere le x) una email con questo formato:
Modello; sintomo/i; componente interessato.
Il vostro contributo, se con questo potrò aggiungere o correggere la base delle conoscenze del programma, sarà citato con indicazione dell'autore, verranno scartate email senza un mittente reale.
Dal 15 maggio è disponibile la versione in inglese.
Le successive versioni saranno sempre riportate in questo post.
Riferimenti:
Sito dove scaricare il file: Files versione 2.0  
Sito Ray Carlsen:            Sito

mercoledì 19 febbraio 2014

RETROGAMING ---------- EVOLUZIONE DI UN'IDEA

Il Mattel I.A.N.
In un precedente post, questo, ho parlato del Mattel IAN come una console giochi particolare, che consentiva di ottenere con semplici componenti elettronici come un sensore di luce una esperienza di realtà immersiva, in pratica lo IAN sfruttava un ambiente reale come una stanza per far vivere al giocatore una esperienza di gioco, anche se gli oggetti con cui interagiva (gli alieni da cacciare) erano invisibili.
Ebbene questa idea, come un fiume carsico, dopo più di trenta anni di
Una PSP col gioco in oggetto, si vede
 come l'essere è visibile solo sullo schermo
oblio è riemersa quasi identica, ovviamente resa più complessa grazie al progresso tecnologico, sto parlando di "InviZimals" per la console PSP.
Il nome è una sintesi delle parole "invisible" e "animals" ed in effetti si tratta appunto di dare la caccia ad animali invisibili individuabili nel normale ambiente domestico usando una PSP accessoriata con una sensore ottico evoluto, una piccola telecamera.
Il tempo ha fatto la sua parte, l'esperienza di gioco è molto più complessa, assistita da una storia che si dipana e richiede un impegno crescente del giocatore, la console con il sensore non solo individua gli esseri invisibili ma li mostra nello schermo della console e genera per ognuno di loro un proprio carattere.
Il buon successo di questo gioco, diversamente dallo IAN che fu un flop, è dovuto ad un marketing assai penetrante, come adeguata pubblicità e persino serie televisive animate trasmesse in contemporanea sulle principali reti TV commerciali. In effetti ormai i gadget relativi ad eroi televisivi escono insieme alle serie televisive, con una strategia coordinata, mentre una volta si attendeva il successo della serie televisiva per metterli sul mercato.

venerdì 7 febbraio 2014

FILOSOFIA ----------------- BREVI RIFLESSIONI SULLA CREAZIONE

Il Big Bang, inizio dell'universo

Due tesi proposte per confutare la possibilità che esista un creatore dell'universo sono:
1) L'universo esiste da sempre, tale tesi si è evoluta affermando che questo universo si è generato da altri universi con il big bang, e ponendo che quindi l'insieme di tutti questi universi che nascono l'uno dall'altro esista da sempre.
Qui mi limito a citare l'obiezione, già fatta da altri, che comunque c'è qualcosa, il che è una complicazione, il nulla sarebbe più semplice del multiverso. In effetti sembra che almeno questo Universo tenda ad annullarsi in vari modi, dunque che cosa ha turbato questa situazione di massima semplicità iniziale? Tirare in ballo il caso non basta, il caso è un modo per definire una serie di eventi non causati da altro, ma questo richiede che già esista un "qualcosa" dove possano verificarsi degli eventi, come mai questi si possono verificare visto che nulla esisteva?

2) Affermare che esiste un creatore significa affermare che questo creatore debba essere più complesso dell'universo che va a creare, ovviamente il creatore non è stato creato, a questo punto, basandoci sul cosiddetto "Rasoio di Occam" (vedi nota 1) non è meglio affermare che questo universo non è stato creato da qualcun altro, in quanto questa ipotesi è più semplice?
Quando si parla di oggetti complessi in realtà si parla di oggetti nei quali è necessario incorporare molta informazione (da in- formare, cioè "dare una forma"), per esempio, per costruire un computer ci vuole molta più informazione riguardo alle procedure da seguire per costruirlo, rispetto ad un bastone. Il punto è che l'informazione è comunque un qualcosa, cioè è un ente, dunque fa parte dell'universo, se quindi creo un universo dal nulla non debbo essere più complesso dell'universo che creo, basta che io crei anche l'informazione necessaria.
Ecco quindi che tra il far creare da sè un universo complesso e farlo creare da un qualcosa/qualcuno di più semplice diventa preferibile la seconda ipotesi. Quanto alla "natura" del creatore e dell'informazione ho esposto le mie idee in questo post "E la Trinità?" 

(1) il rasoio di Occam è un metodo empirico per scegliere tra varie ipotesi su un fenomeno osservato, tra tutte le ipotesi che possono spiegare come avviene un evento si deve scegliere l'ipotesi o il gruppo di ipotesi più semplice. Dato che questo metodo si è dimostrato efficace (anche se nessuno ha potuto dimostrarne la validità in assoluto) sembra che sia una proprietà della natura.