Invito ai navigatori!

Scuola, Retrocomputing, Retrogames, Filosofia, in modo semplice e con qualche innovazione.
Se gradirete i post di questo sito non mancate di cliccare su qualche banner pubblicitario, a voi non costa nulla, e potete anche trovare qualche occasione!
Commenti (civili) e giudizi sono graditi, attendete qualche giorno per vederli, debbo prima controllarli e poi eventualmente rispondere.

lunedì 23 novembre 2020

RETROCOMPUTING --- CONSIGLI PER COLLEZIONISTI.

Vale la pena collezionare? Quello che dico vale per qualunque collezione, dai quadri ai francobolli, alle armature medioevali, alle sorprese kinder. Tutti gli oggetti si deteriorano, soprattutto se sono di plastica quindi è meglio avere degli emulatori per i computer, o le foto delle sorpresine kinder, o magari le scansioni 3d al computer per una armatura?

I collezionisti in generale iniziano questo hobby per i motivi più svariati, molto spesso partendo da oggetti che li hanno colpiti durante l'infanzia, l'hobby diventa passione quando la gioia di trovare un oggetto tanto cercato ti rimane dentro, e spinge a trovare altri oggetti simili. Ebbene si, somiglia a qualunque percorso che crea una dipendenza, ma si può rimanere nell'alveo della normalità se si riesce a dare a questa passione un fine utile a se e agli altri, mentre una dipendenza di solito è distruttiva.



Quali regole seguire per far si che io collezionismo diventi qualcosa di positivo, in pratica una sorta di sublimazione?

Personalmente seguo queste regole apprese col tempo, valgono anche per qualunque genere di collezione, eccole:

1) Delimitare con un certo rigore l'oggetto della collezione, altrimenti ci si ritrova con tanti oggetti scollegati tra loro e privi di un senso che li accumuni e dia anche loro una progressione, una storia insomma. Si tratta infatti sempre di oggetti che raccontano una propria storia, ma guardandoli nell'insieme si può avere anche una storia comune. Bastano anche pochi oggetti, purché molto significativi, per avere una buona collezione, oppure è anche una buona idea collezionare cose che occupino poco spazio.

2) Cercare di essere in grado di effettuare la manutenzione e eventuali riparazioni di base, in modo da dover chiedere aiuti solo in casi più seri e rari, e comunque su Internet qualche aiuto si può darlo. In effetti se si è rispettato il punto 1 è più facile "specializzarsi". Tra l'altro una riparazione riuscita è gratificante.

3) Ricordarsi che la collezione è per noi, non siamo noi per la collezione. Esiste la famiglia, la ragazza, amici, insomma la vita. Ricordatevi che tra collezionista ed accumulatore compulsivo la differenza è sottile, basta perdere la capacità di delimitare con rigore gli spazi riservati alla collezione senza creare problemi alle persone conviventi.

4) Come corollario del punto 3, non danneggiate la vostra economia per comprare oggetti, cercate di autofinanziarvi vendendo doppioni, pezzi fuori dall'oggetto della collezione, altri oggetti di casa che magari prima semplicemente buttavate e in realtà hanno un mercato. Comunque ricordatevi che potete aggiungere alla passione l'idea di un buon investimento, molti oggetti col tempo acquistano valore.

5) Quando arriva la vecchiaia, o, corna facendo, avete già avuto l'avviso di sfratto da questa vita, se gli oggetti non si sono deteriorati prima, ricordatevi che dovrete separarvi, provvedete a dare loro un futuro senza di voi. Vi hanno dato bei momenti quindi è giusto ricambiare, se trattati bene vi saluteranno lasciandovi qualche soldino per la vecchiaia o per i vostri cari.

E qui aggiungo dei punti suggeriti da un appassionato come me, Dino Baldi, ma altro potete aggiungere nei commenti:

6) Allargate il cerchio. Non restate soli con i vostri ritrovati e le vostre scoperte. Se vi guardate in giro, la vostra città ed il suo contorno offrono enormi potenzialità per formare un gruppo di amici, accumunati da una sana propensione per lo smanettamento. Promuovete contenitori di passione.

7) Investite sul futuro del passato coinvolgendo i giovani. Iniziative come CoderDojo permettono di diffondere consapevolezza nelle menti dei piccoli, far conoscere per far capire. Non è vero che servono per forza 4K e 100 hz per divertirsi. Neanche tanto ben nascosti, nel numero, si annidano molti piccoli nerd affamati, hanno solo bisogno di una piccola spinta.

8 e altro) Fate voi.


lunedì 5 ottobre 2020

SCUOLA ---------------------- GUIDA ALLE BASI DELL'ECONOMIA

Ho messo in linea una breve presentazione che fornisce alcune informazioni di base sull'economia, in particolare dai bisogni all'attività economica, potete trovare questo file (liberamente scaricabile, ma ricordatevi di citare la fonte, QUI
E' inoltre disponibile anche un'altra guida in formato pdf consultabile QUI.

martedì 14 aprile 2020

RETROCOMPUTING --- VIAGGIO NELLO SPAZIO E NEL TEMPO.

Visto che con la pandemia non potremo viaggiare come turisti per un po', a beneficio degli appassionati e dei curiosi proviamo a fare un viaggio sia nello spazio che nel tempo, visitando i siti appartenuti alle aziende che hanno fatto la storia negli anni '80 degli home computer, sto parlando di Atari, Commodore e Sinclair. Tutte e tre queste aziende o sono estinte o sono rimasti solo i marchi, ma tutto il resto è completamente cambiato, comprese le sedi che occupavano queste aziende nell'età d'oro degli anni '80.

Andiamo in ordine alfabetico e cominciamo da Atari.
L'azienda fu fondata nel 1972 da Nolan Bushnell e Ted Dabney, ma già negli anni '80, all'apice della sua popolarità, apparteneva al gruppo Warner Communications dal 1976 e Nolan Bushnell aveva già lasciato l'azienda. Durante il decennio venne acquistata da Jack Tramiel, ex proprietario della Commodore, tra gli Home computer più importanti troviamo:  l'Atari 400, il primo vero home computer e alla fine arriviamo all'Atari Falcon, che vendette poco ma oggi è ricercatissimo.
Ecco la sede all'epoca della Warner:
Si trova a Sunnyvale, negli USA, in Borregas Avenue 1165, la sede non è cambiata sostanzialmente, ma era proposta in fitto all'epoca della foto (dal sito AtariProtos.com. Nella stessa zona è presente anche la sede all'epoca di Tramiel, al numero 1195 (dallo stesso sito internet):
Attualmente gli edifici di tutto il complesso sono di Google ed è in corso una ristrutturazione, quindi gli edifici potrebbero diventare irriconoscibili entro poco tempo.
Tra la Atari e la Commodore c'è qualcosa in comune, Jack Tramiel, che fondò la Commodore nel 1953 come ditta che commercializzava macchine da scrivere, tra cui le Olivetti. 
Il suo primo Home fu il ben noto VIC 20   
La sua sede principale operativa fu dal 1976 alla fine nel 1994 a West Chester in Pennsylvania (Stati Uniti d'America) (sede legale alle Bahamas), ecco alcune immagini tratte dal film "Deathbed vigil" girato da Jay Miner (coprogettista dell'Amiga) il giorno della bancarotta nel 1994.
 Questa è la guardiola all'ingresso, quel giorno i custodi erano stati già licenziati. In fondo troviamo il logo Commodore.
Oggi al posto del logo Commodore troviamo quello della QVC,  uno dei più grandi venditori on line anche in TV.




 Ecco l'ingresso principale della sede.
Il posto non è molto cambiato, pur essendo passati ben 26 anni ed è ancora l'ingresso principale, stavolta della QVC. Per ironia della sorte, la QVC vende anche il TheC64 Mini, una rievocazione del più venduto computer della Commodore, il C64.
Qui abbiamo una vista dall'alto del complesso, per arrivare all'ingresso nella foto bisogna girare a destra davanti al posto dove era il logo Commodore (ora c'è quello OVC)segnato dal rettangolino azzurro, e poi andare fino al parcheggio dalla parte opposta.

Passiamo ora alla Sinclair, esistono varie ditte con questo nome (molto comune), qui ci occupiamo della Sinclair Research attiva nel mercato degli Home computer. Il più popolare modello, lo ZX Spectrum, fece guadagnare al proprietario della ditta e suo principale progettista Clive Sinclair il titolo di Sir.
Nel suo periodo migliore la Sinclair ebbe la sede nella ex fabbrica di acque minerali "Barker & Wadsworth" in Willis Road, civico 25 a Cambridge, la ristrutturazione fu curata dallo studio di architettura Lyster Grillet + Harding, dal cui sito ho prelevato le foto degli anni '80. Qui a destra c'è l'ingresso da Willis Road all'epoca.
 Qui è visibile sulla destra l'edificio originale e l'edificio nuovo collegato al vecchio da questa grande vetrata che fa anche da hall d'ingresso.









Qui c'è l'interno della hall, con questa grande scala a chiocciola, si nota la grande scultura sul lato sinistro.





Le seguenti foto sono quelle recenti, frutto di un pellegrinaggio fatto da un retrocomputerista con vari suoi amici (sito  https://twitter.com/aru_itsnews/status/908016136058535936)

Questo è l'ingresso all'epoca del "pellegrinaggio", ora c'è un cancello spesso chiuso, perché l'ingresso è ora dall'altra parte dell'edificio.








 Questa è la zona della hall, si tratta evidentemente di un ingresso secondario, si nota la presenza sotto al posto dov'era il logo Sinclair, di un altro logo Sinclair, ma si tratta di un'altra ditta che tratta prodotti medici.













L'interno della hall nel 2016, epoca del 'pellegrinaggio', l'aspetto è un po' più dimesso e manca la scultura













Questa è la vista dall'alto della sede ex Sinclair, che ora fa parte di un complesso universitario, si vede l'ingresso principale attuale con annesso parcheggio in alto a sinistra nell'immagine.



Da dove venivano i componenti dei computer? Per la Sinclair una parte erano forniti dalla Zilog, con la CPU Z80, altri venivano da altre ditte a seconda della opportunità. La Commodore invece usava la cosiddetta integrazione verticale, ovvero faceva produrre i chip principalmente da una azienda del suo gruppo, la MOS Technology, dove fu inventato il 6502, usato anche nei primi Apple.


Questa è la sede fino alla sua chiusura, si trova a Norristown, in Pennsylvania, o meglio, qualche chilometro verso ovest rispetto al centro abitato. 







Un protagonista di quell'epoca, Bil Herd, progettista delle linee di  computer Commodore 264 e 128, ha fatto un video nel 2020 dove viene ripreso lo stesso stabilimento ormai abbandonato, ma ancora in piedi e probabilmente ancora utilizzabile con qualche riparazione, il video è sia su Youtube che su sul sito Hackaday.com,  




Infine ecco la visuale dall'alto dello stabilimento, come si trova con Google, si può dedurre anche l'indirizzo dello stabilimento.








Spero di avervi dati bei momenti per ricordare un'epoca che per i giovani dell'epoca è storia, per molti giovani retrocomputeristi è un mito.

lunedì 9 settembre 2019

RETROCOMPUTING --- IL COMMODORE 64 SILVER LABEL, CRITERI DI AUTENTICAZIONE, AGGIORNAMENTO!




Il Commodore 64 "silver label" è esattamente quello fotografato sulle scatole di tutti i C64 modello "biscottone" (versioni A,B,G) , si badi bene alle etichette "Commodore" e "64" color argento





Il post sui criteri di autenticazione di un C64 Silver Label ha avuto notevole successo, in seguito a ciò ho deciso di fornire un aggiornamento dell'intero post, che ha subito cambiamenti principalmente nella parte dei numeri di serie.


Il Commodore 64 è risaputo che è il modello di computer, nelle sue varie versioni, più venduto al mondo da quando sono stati inventati gli home e personal computers.

La versione di C64 che si esamina qui è la "Silver Label", fabbricata e venduta tra la fine del 1982 ed i primi mesi del 1983, si distingue principalmente per avere una etichetta color argento o acciaio anziché quella più nota color arcobaleno ("Rainbow" o "Arcobaleno") della versione venduta subito dopo. 

Della versione "Silver" sono note più varianti, a seconda del tipo di etichetta o della versione di scheda madre. 

Dato che questa versione ha un prezzo sul mercato vintage nettamente più alto, a causa della sua importanza storica e della rarità, questo fa pensare che potrebbero esserci dei "falsi", cioè dei normali c64 versione "Arcobaleno" magari funzionanti ma venduti cari solo perché hanno magari solo le etichette della versione più vecchia.


In effetti ogni tanto c'è su ebay qualche annuncio dove si vendono appunto le sole etichette dei C64, di solito dei modelli "Arcobaleno" ma ho visto anche quelle del modello più ricercato.
Quali sono i criteri per ritenere autentico un "Silver label"? 
Sulla base delle informazioni che ho mi sono fatto un'idea che qui espongo, a beneficio di tutti i collezionisti (e anche per evitare qualche frode).  Indicherò per ogni componente del computer quali sono i punti che meglio dovrebbero favorire una corretta identificazione.

Tastiera: vennero  usati sia i tasti funzione arancione che grigi, tutti gli altri tasti sono neri, perciò sono esclusi quelli con tasti bianchi o con tasti funzione con i due valori entrambi sulla faccia superiore. 

Case: in genere venne usata la versione "alta", (40 x 20,9 x 7,6) leggermente più grande (e rara) della versione classica (40 x 20,6 x 7), comunque la forma è sempre quella del biscottone. Da notare che un semiguscio "alto" non combacia bene con uno "basso" a causa dei diversi giunti e cerniere sul retro e della diversa  larghezza. 


Da notare che i ganci dietro ai case "alti" sono divisi in tre coppie, mentre i case "bassi" hanno tre ganci posteriori più larghi.


Data la facilità con cui questi ganci si rompono non considero rilevante per il valore dell'oggetto il fatto che  siano stati riparati, basta che la riparazione sia fatta con materiale originale e ovviamente sia il più possibile esteticamente vicino ai ganci originali.

Scheda madre: vennero usate la assy 326298 ( per lo standard video NTSC), la KU14194HB (sistema PAL) e le assy 250407 (esemplari noti come "Late silver label"). 
Delle Assy 250407 la versione A (PAL/NTSC) venne sempre usata, ma vennero anche usati  alcuni esemplari della  versione B che perciò  sono ancora compatibili, soprattutto con seriali bassi e date dei chip appropriate, quindi vale quanto specificato in nota (2). 
Le versioni successive sono talvolta presenti nei silver, ma credo che si tratti di C64 a cui hanno cambiato la scheda originale a seguito di un ricondizionamento. (vedi nota 1)

Una scheda KU14194HB



una scheda Assy 326298, da notare il chip video ceramico subito sotto il modulatore RF


CPU ed altri chip: Per quanto riguarda i chip più grossi, questi quasi sempre riportano la data di fabbricazione. Direi che quelli ceramici sono abbastanza sicuri, ma gli altri possono essere compatibili a condizione che abbiano il codice del modello originario (6510 e non p. es. 8500 per la cpu, ecc.). 
L'epoca di produzione è spesso indicata sul chip con un codice a 4 cifre, posto sotto il codice modello del chip, la data è composta da due cifre per il n. della settimana e due per l'anno, i silver label devono avere una data tra xx82 e nn83 dove xx è un numero qualunque e nn non dovrebbe superare il 12. Se hanno codici successivi vuol dire che sono stati cambiati, non si tratta necessariamente di una frode, ma probabilmente di normale manutenzione, in particolare se il computer ha un seriale basso. Il chip video (6569) più sicuro è quello ceramico, ma  è più importante che sia una R1 o R2 (molto rara) anche perché sono le uniche versioni compatibili con la cartuccia CP/M venduta nello stesso periodo.
Va detto che anche alcuni chip minori, di solito saldati direttamente su piastra, hanno la data con la stessa codifica, questo può aiutare a identificare una 250407 versione B come effettivamente usata per un silver anche se i chip maggiori sono stati cambiati, dato che i chip saldati su piastra venivano cambiati più raramente. 



Il gruppo 1 indica la settimana, il gruppo 2 l'anno


Numeri seriali: L'unico sito che mi da una qualche informazione in proposito è http://c64preservation.com/, comunque si tratta di valori approssimativi, anche se migliori ultimamente, a causa dell'ancora limitato numero di oggetti catalogati, li indico a seconda delle sigle del luogo di produzione, tenete presente che per i casi dubbi ho utilizzato quanto specificato nella nota (2)

Una tipica targhetta con numero seriale, posta sul guscio inferiore del case.
  • C (Canada): direi tutti, gli esemplari con etichetta arcobaleno sono probabilmente esemplari ricondizionati e poi rivenduti come nuovi, a patto che non sia stata anche sostituita la scheda madre con una versione successiva alla 250407 Rev.B;
  • CA (USA e West Germany): nessuno, sono stabilimenti usati per i C64C;
  • CH (Hong Kong): nessuno, vedi CA;
  • DA4 e DA5 (West Germany) direi nessuno, nel sito ce n'è uno, ma è incoerente con la tastiera ed il seriale è molto alto;
  • HB (Hong Kong): nessuno, vedi CA;
  • P (West Chester, California, USA), si tratta dello stabilimento principale della Commodore, qui ne è stata prodotta credo la maggior parte, ma ci sono solo alcuni silver sicuri, quello col seriale più alto è il 441616, poi si sono vari rainbow con seriale più basso e scheda appropriata, probabili silver ricondizionati (nota 1), comunque più è basso il seriale maggiore è la possibilità che sia di un silver. Vi sono diversi computer con schede di versione 250407 Rev A e B successivi, in questo caso credo che siano stati venduti già all'inizio come rainbow, a meno che i chip principali non abbiano date anteriori a aprile 1983 (codice 1283);
  • RP (West Chester, ricondizionati) difficile dire qualcosa di sicuro, comunque, basandomi sulla nota (1) senz'altro i seriali molto bassi sono probabilmente ex silver, tuttavia non basta rimettere l'etichetta silver a questi esemplari, occorrerebbe anche cambiare la targhetta mettendone una con un seriale tipo P  appropriato, ma questo rende tutta l'operazione un pò troppo aleatoria. Ovviamente in questi modelli spesso si trovano chip successivi al 1983 rendendo ancora più incerta una affermazione di autenticità.
  • S o SC (Santa Clara, California, USA) sicuri fino a 121572, sicuramente esclusi quelli oltre 230182 che hanno una scheda madre successiva alla 250407 ver. B, in base alla nota (2) potrebbero essere silver ricondizionati quelli intermedi, possibile quindi rietichettarli, ma nel caso di scheda madre 250407 ver. B attenti a controllare le date dei chip.
  • UKB (Gran Bretagna) sicuri fino a 256243, probabili silver ricondizionati fino a 380077 in quanto si vede ancora la 250407  versione A, dopo sono probabilmente esclusi salvo il controllo delle date dei chip e da 1858106 sono sicuramente esclusi.
  • WGA (West Germany) sicuri fino a 24253 (in virtù di una asta su ebay con un oggetto chiaramente autentico, asta n. 143899941338), sicuramente esclusi a partire da 32514, il seriale 4887 appartiene senz'altro ad un silver ricondizionato, in mezzo è da verificare la versione della scheda e le date dei chip principali.
  • WGB (West Germany) sicuri fino a 37481, sicuramente esclusi da 73788, tuttavia si notano molti seriali bassi con etichetta arcobaleno, quelli con seriale inferiore a 40000 direi che sono probabili silver ricondizionati.
  • WGC (West Germany) sicuri fino a 29416, probabilmente esclusi da 109794, sicuramente esclusi da 144045, in mezzo c'è molta incertezza, comunque, tenendo presente  le schede madri, direi che con molta probabilità i seriali fino a 53038 siano di silver o ex silver ricondizionati, quelli con seriale superiore sono con molta probabilità non silver.
Infine riepilogo alcune note metodologiche:
  1. ho saputo, non ricordo dove, che la Commodore, quando ritirava un C64 silver in garanzia lo rimarchiava con etichetta arcobaleno, magari cambiando anche il case, per questo ho visto diverse schede madri con seriali bassi nelle versioni arcobaleno, quindi un c64 con case e altro di un "silver" ma solo l’etichetta arcobaleno potrebbe essere stato effettivamente un silver, quindi è legittimo rimettergli una etichetta silver, purchè originale. L'unica condizione è che sia solo necessario il cambio di etichetta, il resto deve essere compatibile con le caratteristiche di un silver.
  2. in base a quanto detto a proposito delle schede madri considero silver anche i computer che hanno schede 250407 rev. B con un case che ha la targhetta con un seriale inferiore a quello di silver sicuri e che le date dei chip siano coerenti (minori di 1283).
Se avete voglia di fare un commento o richiesta di chiarimento fate pure, vis risponderò, ma dovrete avere pazienza, circa 10-20 giorni.
Quanto scritto non deve essere considerato impegnativo o definitivo ai fini della dichiarazione di autenticità o genuinità di un computer, sono ben accetti commenti, precisazioni e conferme. 

mercoledì 22 maggio 2019

RETROCOMPUTING --- LA CARTUCCIA CP/M PER IL C64, UN'OTTIMA IDEA BUTTATA

Risultati immagini per CP/M COMMODORE
Cartuccia CP/M per C64 (Da Zimmers.net)



La cartuccia in oggetto fu lanciata insieme al C64 per poterlo rendere compatibile con la base software del sistema operativo allora ancora molto diffuso, il CP/M appunto e favorire così le vendite iniziali, inoltre serviva a dare alle aziende la possibilità di usare applicativi per small office.
Purtroppo aveva grossi difetti, comprensibili solo con la grande fretta che Tramiel aveva dato ai progettisti, per capire il tutto vediamo come si avvia la cartuccia e tutti i problemi che dava all'epoca del suo lancio:
1) L'acquisto della cartuccia era già molto più oneroso di una cartuccia normale (L.125.000 contro 41.000), ed era anche difficile da reperire.
2) per avviare la cartuccia bisogna avere questo hardware relativo al solo Commodore 64:
Schede madri:
  • 326298 (tutte le rev.)  (per sistemi NTSC)
  • KU-14194HB (tutte le rev.) (per sistemi PAL)
  • 250407 rev. A,B forse C (PAL e NTSC)
Integrati: 6569 (R1 forse R2) (Chip video VIC II)

Unità a dischi: tutte, in modalità 1541

Si tratta quindi dell'hardware dei Commodore 64 silver e dei primi Rainbow, con hardware successivo la cartuccia non parte.
3) La cartuccia va inserita nel computer e poi, come sempre, si accende il drive ed il computer, comparirà la solita schermata di avvio, ma non preoccupatevi, è normale, anzi è buon segno.
4) Si mette il floppy CP/M nel drive e si digita LOAD "CPM",8 e poi RUN, si vedranno apparire, se tutto va bene, una serie di asterischi e dopo un bel po' la schermata di avvio del CP/M, in effetti la procedura è nettamente più lenta che in una macchina CP/M nativa
Si noterà anche che la schermata è rigorosamente a 40 colonne, mentre il CP/M normale lavora al meglio su 80 colonne. Al momento del lancio della cartuccia non esistevano rimedi a questo problema.

Risultati immagini per cp/m c64 1541
Schermata dopo l'avvio del CP/M e
dopo aver subito dato il comando DIR

5) Ora pensate di essere un utilizzatore del 1982/83 che è riuscito ad arrivare fin qui, cosa fa adesso?
Ebbene di software già su disco 1541 non ce n'era! Non solo, ma non c'era modo di portare il software già pronto sul C64 perchè non esisteva (e non esiste ancora) un software che girando sul C64 copiasse programmi o dischi tra il formato nativo CP/M e quello creato per il CP/M sul C64.
La Commodore non rilasciò neanche in seguito software per questa configurazione. Non solo, ma all'epoca non si poteva usare una seconda unità drive floppy, cosa quasi obbligatoria sul CP/M.
Insomma un vero flop, anzi c'era di che far causa alla Commodore!
E oggi?
Oggi è possibile usare in modo decente questa cartuccia, ma occorre usare diversi accorgimenti, vediamoli in successione:
1) l'hardware necessario è quello indicato in precedenza, ricordarsi di usare la griglia di raffreddamento posta sopra il VIC II perché scalda molto!
2) La schermata a 40 colonne può essere portata a 80 con una utility uscita nel 1984 in modalità CP/M a 80 colonne chiamato SOFT80.COM, va inserito nel disco di sistema ed avviato subito dopo la schermata iniziale, QUI ci sono le istruzioni.
Il risultato è appena sufficiente, in alternativa si potrebbe provare a usare delle cartucce a 80 colonne insieme ad una scheda multicard, ma non so se questa soluzione è compatibile.
3) Per poter usare la seconda unità a disco si possono trovare delle patch da inserire pure nel disco di sistema ed avviare subito dopo il boot, una in Basic si trova QUI
4) Per ottenere il disco di sistema, qualora manchi (un CP/M 2.2 dedicato al C64), è possibile scaricarlo da internet e usare i vari accrocchi che ci sono oggi per riversare i file sui dischetti (Io uso un emulatore per drive SD2IEC).
Dovrebbe andare bene anche un C128 magari con 2 unità 1541.
Tuttavia per spostare software CP/M su dischi per C64 in modalità CP/M, mancando una utility per C64 occorre usare l'utility ctools da scaricare QUI che è per MS/DOS, si consiglia anche l'utility DOSBOX per farlo girare su computer con sistema WIN. Esistono poi anche altre utility simili per C128.
Per chi può buon lavoro!



Saluti.
.    Mauro

sabato 15 settembre 2018

SCUOLA -- FILOSOFIA --- BISOGNI E INTELLIGENZA ARTIFICIALE

A.I. - Intelligenza Artificiale.png
Immagine del protagonista del film "AI: Intelligenza Artificiale"

Mentre la cultura di massa mostra segni di insofferenza verso qualunque tipo di diversità, non solo etnica, ma anche verso gli anziani, donne, diversamente abili, per citarne alcuni, una sfida forse ancora più grande si sta affacciando. Ormai sia l'hardware delle macchine di calcolo, sia il software, cioè i loro programmi, stanno diventando così sofisticati da simulare in modo sempre più completo e preciso la mente umana. Secondo molti, compresi scienziati importanti come Steven Hawking, si arriverà alla completa sostituzione degli umani in tutte le loro attività produttive. Stiamo vedendo, in effetti, che già nella guida di veicoli, nel riconoscimento facciale, nella soluzione di molti problemi di elaborazione di grandi masse di dati la IA si stia mostrando più capace degli umani, e quindi la domanda è appunto se le "Macchine" ci renderanno inutili.
La risposta io credo che la conosciamo già, senza esserne spesso consapevoli, almeno possono saperla coloro che studiano l'economia, già al livello più elementare.
La risposta si trova nei presupposti generalmente accettati dagli studiosi di economia e psicologia e in particolare nella definizione di bisogno e nelle sue caratteristiche.
Il bisogno, cioè la sensazione di disagio per la mancanza di qualcosa, è alla base dell'economia, se non avessimo bisogno di nulla non ci sarebbero scambi e quindi niente economia.
Un lupo grigio, da cui discendono
 i cani (da Wikipedia)
I bisogni umani, però, sono diversi da quelli animali, questi hanno un insieme di bisogni fisso, legato alla propria fisiologia, corrispondono a quelli che chiamiamo bisogni primari, ma gli umani ne hanno altri, i cosiddetti bisogni secondari, questi sono illimitati, sono quindi potenzialmente infiniti.
Lo vediamo ogni giorno che questa caratteristica è vera, nascono continuamente nuovi bisogni che prima semplicemente non esistevano, come quello di chattare col telefonino, andare al mare, comprare oggetti on line, avere assistenza per gli anziani soli, potrei continuare, ma mentre elenco questi bisogni ne nascerebbero ancora altri!
Per ogni bisogno nasce di conseguenza un'attività da compiere per soddisfarlo, spesso anche un nuovo tipo di bene ed è chiaro che mentre una eventuale Intelligenza artificiale riuscisse a soddisfare i bisogni già noti, nel frattempo dovrebbe imparare a soddisfare quelli nuovi e, nel frattempo, occorrerebbe per forza che siano gli uomini ad operare.
Si tratta di una riedizione del paradosso di Achille e la tartaruga,
laddove la IA, pur più efficace degli uomini, non riuscirà mai a raggiungere la piena soddisfazione di qualunque bisogno umano.


lunedì 14 maggio 2018

FILOSOFIA ----------------- FORSE C'E' LA PROVA DEL LIBERO ARBITRIO.

Risultati immagini per scambi ferroviari
Le scelte umane sono determinate come una linea
ferroviaria o esistono possibilità di libera scelta?
Faccio seguito ad un articolo su Focus, per la precisione questo:
http://goo.gl/xTgTQw
che si riferisce ad un grandissimo esperimento su ben 100.000 persone detto BIG Bell Test.
L'esperimento intendeva dimostrare un comportamento delle particelle nella fisica quantistica, il cosiddetto entanglement.
Non mi tratterrò sull'entanglement, ma sul metodo alla base di questo esperimento, infatti le 100.000 persone coinvolte da casa, dovevano generare numeri assolutamente casuali, in pratica questi numeri non potevano essere generati da un ragionamento, ricordi, suggestioni o altro, dovevano essere assolutamente incondizionati.
Per chiedere questo è però necessario assumere che le persone fossero apppunto dotate di libero arbitrio, che è, appunto, la capacità di fare scelte incondizionate e quindi imprevedibili.
Ebbene, questa capacità non solo è stata ipotizzata, ma è anche stata testata, infatti i numeri generati dai soggetti coinvolti, dato che gli umani non sono esseri totalmente imprevedibili, erano vagliati da computer con appositi programmi che stabilivano il grado di imprevedibilità dei dati forniti.
Risultati immagini per war games
Le persone coinvolte erano anche giovani come questi,
magari con computer più aggiornati! (Dal film War games)
 Se queste sequenze erano troppo prevedibili i soggetti venivano avvisati e dovevano fornire nuove sequenze e questo consentiva anche di filtrare le sequenze generate da altri programmi fornite da qualche soggetto un po' pigro.
Alla fine si è riusciti ad avere sequenze di numeri utilizzabili per l'esperimento, con la conseguenza inaspettata di aver concluso che gli esseri umani coinvoltti ERANO CAPACI DI GENERARE SCELTE IMPREVEDIBILI.
Debbo però fare alcune puntualizzazioni. 
La imprevedibilità riguarda il fatto che pur possedendo tutte le informazioni sullo stato attuale di un sistema ugualmente questo, in una certa percentuale di casi, può evolvere verso altri stati non prevedibili. In pratica, se io conoscessi oggi un Tizio qualsiasi perfettamente, atomo per atomo, ugualmente non potrei sempre prevedere se domani voterà destra o sinistra, o come vestirà.
Il punto è questo, ci si riferisce ad uno stato attuale, ma Einsein capì che l'Universo doveva essere considerato come un tutto unico, comprendente tutte le epoche, dal Big bang alla fine, qualunque essa sia.
Risultati immagini per viaggio nel tempo
Nella serie televisiva "Doctor Who" spesso
le decisioni del passato dipendono da eventi futuri
Il futuro quindi fa parte dell'Universo e potrebbe benissimo
influenzare il passato. In termini più comprensibili, se io di Tizio non sapessi solo il suo stato presente, ma anche il suo stato in un qualche istante futuro, potrei determinare meglio le sue scelte di domani, fino a sapere per certo tutto se, ovviamente, io conoscessi anche tutto che quello che ha fatto o che farà.