Invito ai navigatori!

Scuola, Retrocomputing, Retrogames, Filosofia, in modo semplice e con qualche innovazione.
Se gradirete i post di questo sito non mancate di cliccare su qualche banner pubblicitario, a voi non costa nulla, e potete anche trovare qualche occasione!
Commenti (civili) e giudizi sono graditi, attendete qualche giorno per vederli, debbo prima controllarli e poi eventualmente rispondere.

giovedì 16 aprile 2026

STORIA ----------- UN PARTICOLARE CRITERIO PER CLASSIFICARE GLI IMPERATORI ROMANI

Aquila imperiale romana (Da Wikipedia)

Mettere in ordine la lunga serie degli imperatori romani è diventata una moda e citata su molti siti, io propongo qui una classifica, limitata ai primi 10 ma con alcune citazioni speciali, basata su un criterio, quello degli imperatori meno sanguinari, ovvero cha hanno provocato meno morti per: 1) guerre non provocate, 2) persecuzioni, 3) omicidi di oppositori, 4) carestie provocate di proposito o per negligenza 5) morti provocate da omissioni

Come criterio per la scelta dei candidati alla classifica ho preso gli imperatori tra Ottaviano e Romolo Augustolo, includendo gli imperatori che, sia pur per breve periodo, hanno governato legittimamente tutto l'impero o parti di esso determinate da norme preesistenti, come il decreto sulla Tetrarchia o la decisione di Teodosio di separare l'impero tra oriente e occidente, escludo quindi gli imperatori bizantini successivi.

Mi sono fatto aiutare da una AI molto nota, Gemini, nella versione base, che mi ha fornito la classifica di base  con le debite motivazioni. Vi sono anche nomi fuori classifica, ma molto noti e anche delle clamorose sorprese. Ecco quindi la classifica dei 10 imperatori più "buoni", il testo della classifica è tutto della AI secondo le mie indicazioni:

1. Antonino Pio (138-161)

Il "re della pace". Ventitré anni di regno senza una sola guerra d'aggressione e senza condanne a morte politiche. È il numero uno assoluto per assenza di dolo.

2. Nerva (96-98)

Un breve regno dedicato a riparare i danni di Domiziano. Vietò i processi per tradimento e scelse la diplomazia e la legge sopra ogni cosa.

3. Marco Aurelio (161-180)

Come uomo e sovrano, fece di tutto per non uccidere nessuno che non fosse un nemico aggressore sul campo di battaglia. La sua intenzione era la filosofia e la cura dello Stato, non il sangue.

4. Alessandro Severo (222-235)

Un giovane idealista che cercò di governare con la saggezza dei filosofi. La sua "colpa" fu proprio l'eccessiva mitezza: preferiva pagare i barbari perché se ne andassero piuttosto che sterminarli, cosa che gli costò la vita in un ammutinamento.

5. Pertinace (193)

L'imperatore "operaio" e onesto. In pochissimi mesi cercò di restaurare un governo morale e civile, rifiutando la violenza tipica dei suoi predecessori.

6. Claudio (41-54)

Nonostante la conquista della Britannia (fatta per necessità di prestigio politico), era un uomo di studi. Non amava le armi e, tranne qualche purga necessaria per sventare congiure reali, preferiva i tribunali ai massacri.

7. Tito (79-81)

Da imperatore, fu un modello di clemenza. Dichiarò che avrebbe preferito morire piuttosto che uccidere qualcuno. La distruzione di Gerusalemme pesa sul suo curriculum, ma come sovrano la sua intenzione fu puramente filantropica.

8. Giuliano l'Apostata (361-363)

Uomo di cultura immensa, cercò di riformare l'impero senza le solite stragi religiose del suo tempo. Anche contro i suoi nemici politici, preferì l'ironia e lo scritto alla spada.

9. Adriano (117-138)

È un caso complesso, ma la sua volontà fu quella di fermare la macchina da guerra romana. Consolidò l'impero "mettendo via la spada" di Traiano. La macchia della rivolta giudaica fu una reazione spietata, ma la sua visione politica generale era per una pace duratura.

10. Vespasiano (69-79)

Sebbene fosse un generale, una volta preso il potere agì come un buon padre di famiglia parsimonioso. Non cercò mai la guerra per vanità e, pur essendo fermo, non fu mai considerato un imperatore sanguinario per scelta.

Ho chiesto poi la posizione, in una classifica più estesa, di altre figure famose come Giulio Cesare (imperatore di fatto), Ottaviano Augusto, Nerone, Commodo, che vengono citate tante volte in film e libri storici, ma anche di Silla (anche lui imperatore di fatto) e di altri, vediamo le loro posizioni:

Nerone, posizione stimata: 15° - 20° posto, stranamente in alto nella classifica estesa, in effetti, nonostante la fama, Nerone odiava la guerra. Durante il suo regno non ci furono campagne di conquista. La sua "macchia" principale sono le esecuzioni dei senatori, dei familiari (la madre Agrippina) e la prima persecuzione dei cristiani dopo l'incendio di Roma. Tuttavia, in termini di numeri assoluti, i morti sotto Nerone sono una frazione infinitesimale rispetto a quelli causati dalle legioni di un "buon" imperatore come Traiano in Dacia.

Caligola, posizione stimata: 25° - 30° posto
La sua follia si sfogò quasi esclusivamente sulla corte di Roma. Umiliò il Senato e uccise i nobili per confiscarne i beni, ma non ebbe il tempo (regnò solo 4 anni) né l'interesse per scatenare massacri di civili nelle province o grandi conflitti bellici. Anzi, la sua celebre "campagna contro il mare" (dove fece raccogliere conchiglie ai soldati invece di invadere la Britannia) fu, paradossalmente, a impatto zero sulla demografia umana.

Commodo, posizione stimata: 35° - 40° posto
Appena salito al potere, Commodo fece una cosa che i generali odiarono ma che salvò migliaia di vite: interruppe le guerre che suo padre Marco Aurelio stava combattendo contro i Germani, firmando una pace immediata. Preferiva combattere nell'arena (dove uccideva animali e gladiatori, ma con numeri "contenuti") piuttosto che mandare le legioni al massacro. La sua violenza fu paranoica e concentrata sui suoi collaboratori.

Ma allora chi sta agli ultimi posti?
Eccoli:

Caracalla posizione stimata 50-55
Irritato per alcune satire scritte contro di lui, ordinò alle sue truppe di massacrare la gioventù di Alessandria d'Egitto, senza processo (Caracalla era un tiranno assoluto), l'episodio provocò la condanna morale spietata degli storici contemporanei come Cassio Dione che lo descrisse  non come un condottiero, ma come un "nemico dell'umanità". (primo germe del concetto di crimine contro l'umanità, ma senza valenza giuridica).

Teodosio I, posizione tra 60-65
Oltre alla lunga guerra per la riunificazione dell'impero, guerra offensiva e molto sanguinosa, perché fu lui a varcare il confine della parte di impero governata dal suo avversario, c'è il massacro di Tessalonica. La popolazione uccise un generale romano, Teodosio, anziché cercare colpevoli, ordinò per ritorsione il massacro di circa 7.000 persone radunate nello stadio. Fu forse il primo a beccarsi quella che poi diventerà canonicamente una scomunica dal Papa.

Diocleziano, posizione stimata tra il 75° e l'80° posto.
Una volta regnante Diocleziano epurò l'esercito e l'amministrazione da chiunque non giurasse fedeltà totale al suo nuovo sistema di potere (la Tetrarchia). La sua visione di stabilità passava per l'eliminazione fisica di ogni potenziale dissenso ideologico.
Fu in seguito l'autore di una persecuzione dei cristiani che ha tratti simili in modo inquietante alle persecuzioni ebree praticate da Hitler, non tanto nella quantità ma nel metodo, a differenza di persecuzioni precedenti, spesso locali o disorganizzate, quella di Diocleziano fu un'operazione burocratica e sistematica su scala imperiale.
Non fu un raptus di follia, ma una decisione politica a tavolino per eliminare un elemento (il cristianesimo) ritenuto incompatibile con lo Stato. Diocleziano agì come un "ragioniere del terrore", emandando quattro editti successivi che portarono a migliaia di esecuzioni, torture e confische.
Sebbene Diocleziano sia lodato per aver salvato l'Impero dal collasso, lo fece attraverso una militarizzazione totale della società. Le rivolte interne (come quella dei Bagaudi in Gallia o le ribellioni in Egitto) furono represse con una violenza spietata e senza spazio per la diplomazia o la clementia.

Lucio Cornelio Silla, posizione stimata 80-85 
E' l'inventore delle "stragi legalizzate", emanò per primo un decreto di proscrizione, un sistema burocratico per lo sterminio politico per uccidere sistematicamente chiunque potesse opporsi al suo potere o al Senato. 
Responsabilità: Chi appariva in lista poteva essere ucciso legalmente da chiunque, con i beni confiscati a favore dello Stato (o degli amici di Silla).
Numeri: Le stime parlano di circa 40-80 senatori e 1.600-2.000 cavalieri uccisi, oltre a decine di migliaia di cittadini comuni in tutta Italia. 
Un episodio iconico della sua crudeltà intenzionale avvenne dopo la Battaglia di Porta Collina: mentre parlava al Senato, fece massacrare 6.000 prigionieri in un edificio vicino. Alle grida dei moribondi, disse ai senatori di non preoccuparsi e di continuare ad ascoltarlo, poiché stava solo "punendo alcuni sediziosi". 
Fu il primo a marciare con le proprie legioni contro Roma, infrangendo un tabù millenario e scatenando una guerra civile che coinvolse l'intera penisola per anni, le sue azioni in Italia furono dettate da pura vendetta e ambizione politica. 

Giulio Cesare, agli ultimi posti, più o meno tra l'85' e il 92' posto, perché? In effetti ha provocato la morte di centinaia di migliaia di persone, tra soldati e civili, compresi tentativi di vero genocidio, nelle guerre galliche (una serie di guerre complessivamente di aggressione, malgrado giustificazioni veramente deboli), il vero motivo di esse è puramente per gloria personale, Cesare infatti era ossessionato dalla gloria, oltre che dai debiti per dare soldi a clienti vari e fare regali e far disputare giochi nelle arene per la plebe di Roma. Aggiungiamo le proscrizioni come quelle inventate da Silla, la guerra civile e chissà che altro, Certo, fu un grande generale, un buon politico e legislatore, ma sedeva su un trono di sangue, persino in Senato si accorse di questi eccessi, ma allora non esistevano leggi né il concetto di crimine contro l'umanità.

Infine una notazione importante: solo 11 su 94 tra  imperatori de iure e di fatto furono abbastanza miti, gli altri provocarono un bel numero di morti, chi vuole gli uomini forti se lo ricordi, quasi al 90% queste persone portano a stragi. 

sabato 8 marzo 2025

FILOSOFIA -------- LE LEGGI DELLA STUPIDITA’ E DEL LIBERO ARBITRIO

 

Una immagine di Giano bifronte, la faccia a sinistra può benissimo essere
quella della stupidità, l'altra quella della saggezza umana

La stupidità è un fenomeno con cui abbiamo a che fare spesso, la troviamo nel capufficio, in un insegnante, in un medico, nei post che compaiono nei social, dovunque, come mai?

Tra i tanti che hanno provato a studiare il fenomeno c’è stato uno storico e filosofo recente, Carlo Cipolla, che descrisse le “Leggi fondamentali della stupidità umana” in uno scritto pubblicato in Italia col titolo  “Allegro ma non troppo”. Eccole:
1) sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.
2) la probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa.
3) una persona stupida è una persona che causa un danno a un'altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.
4) le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide.
5) la persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista.
Queste leggi, anche se derivano da un’opera a sfondo umoristico, è stata sempre considerata convincente da tantissime persone di ogni tendenza politica, filosofica o religiosa,anche per me hanno una loro validità, anzi, una validità assai maggiore di quanto generalmente ritenuto. Questo perché spesso riteniamo che si possa riconoscere la stupidità negli altri e quindi, in qualche modo, limitarla.
Io però, leggendo queste leggi ed i commenti relativi, soprattutto quello relativo alla legge 2, che considerà la stupidità come indipendente da qualunque caratteristica personale, sono rimasto colpito, in pratica la stupidità è indeterministica! Ossia, non è possibile sapere con certezza se un certo individuo, anche perfettamente conosciuto, di fronte ad una scelta, farà una scelta stupida o no!
Questo pensiero mi ha portato a rapportarmi con l’idea di libero arbitrio che, anch’essa, deve considerare che l’uomo possa fare scelte non determinate in anticipo da cause precise, quindi anche dalle caratteristiche personali.
Non starò ad esaminare se veramente possa esistere un libero arbitrio, ma considerando che la stupidità è generalmente accettata come reale, compreso il fatto che sia imprevedibile, questo rivaluta la possibilità che il libero arbitrio anche sia reale, anzi, i due fenomeni sono molto probabilmente due facce della stessa medaglia!
Proviamo a reinterpretare le cinque leggi scritte prima, alla luce di quanto scritto ora:
1) sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione, perché spesso non tiene conto che tutti possiamo fare scelte stupide, in quanto dotati di libero arbitrio.
2) la probabilità che una certa persona possa fare scelte stupide o sagge è sempre diversa da zero, qualunque siano le sue caratteristiche personali.
3) una scelta stupida è tale quando causa un danno a un'altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per l’autore che addirittura può subire una perdita.
4) le persone tendono a sottovalutare sempre il potenziale nocivo delle scelte stupide.
5) la persona che ritiene che solo gli altri possono essere stupidi sta facendo la scelta più pericolosa che esista.

giovedì 26 dicembre 2024

GIOCHI VINTAGE --- MEGAPOLIS DELLA RICORDI 1978


Come regalo di fine anno darò informazioni su un gioco che mi è pervenuto in cattive condizioni ma che evidenzia una tappa della storia dei giochi da tavolo, quella dove si incontrano le normali tecniche e regole di questi giochi con la tecnologia elettronica allora emergente. Il gioco si chiama Megapolis (non Megalopolis) e fu pubblicato dalla Ricordi giochi nel 1978. Si tratta fondamentalmente di una rivisitazione del Monopoli, infatti si debbono acquistare terreni e costruire case di tre livelli, anziché i due del Monopoli, ma sempre se si hanno tutte le proprietà di un colore ed il percorso è sempre ad anello, ma con varie differenze, tuttavia vi sono anche possibilità di ottenere dividendi speculando in Borsa.

La vera novità rispetto al Monopoli classico edito a quel tempo (ora si chiama Monopoly ed esistono molte varianti) è l'utilizzo di un computer molto elementare ma che consente una qualche limitata programmabilità, il tutto quasi trenta anni prima che la Hasbro introducesse un suo supporto elettronico con il Monopoly banking nel 2006. Alla fine degli anni '70 l'uso di assistenti elettronici diventa frequente, escono giochi con sussidio elettronico anche famosi come "Stop Thief", "Dark Tower", "Codename: Sector", tra gli altri.


I supporti elettronici (che in seguito chiamerò computer) visibili in foto sono due, quello di Megapolis è a destra, quello a sinistra, diverso solo nell'aspetto, è di un altro gioco "Guerra tra pianeti" della Mondadori.
Il computer fu prodotto dalla IQ Games dal 1975 e fu usato anche in altri giochi come DataFinans, Tankattack, Marinattack dello stesso periodo. Tutti questi dispositivi funzionano allo stesso modo, ma le regole dei giochi interpretano l'output del computer in modo diverso.

Il funzionamento è semplice, l'interruttore in basso a destra accende il computer, premendo il pulsante nero, subito sopra l'interruttore, si attiva una sequenza molto veloce di accensioni dei 3 led rossi in alto, sempre la stessa, rilasciando il pulsante si ottiene il responso del computer, in genere si usa questo output al posto dei dadi per gli spostamenti delle pedine. Spostando in alto gli altri due interruttori si inserisce nella sequenza uno dei led a destra della seconda fila, premendo il pulsante rosso si inserisce il led in seconda fila sulla sinistra. Il regolamento dei giochi fa interpretare i risultati.  

All'interno dei computer vi è un semplice circuito composto da tre chip logici TTL più i led, interruttori, pulsanti e altri componenti accessori. L'alimentazione è con una pila piatta da 4,5V oppure un adattatore per 3 pile AA a 1,5V.

Ora passiamo alla fase del restauro, la scatola è composta da due coperchi in cartoncino, ripiegati per creare i due gusci, in foto vi è l'aspetto originale con i cartoncini spiegati.


Il guscio superiore appare pieno di nastro adesivo o di sue tracce, tutti gli angoli sono rotti e anche uno dei lati è strappato, altri strappi sono presenti qui è là, manca del tutto la grafica su parte dei lati maggiori.






Il guscio inferiore ha dei grossi strappi e uno 

degli angoli è rotto. Ci sono anche vari strappi tra 

i lati e il fondo. Vi sono poi pezzi di nastro adesivo.




E' stato possibile rimuovere i nastri adesivi e i     


loro segni, il guscio inferiore è stato ripristinato 

con varie toppe di carta, anche gli angoli sono stati riparati con toppe. Tuttavia le toppe non 

sono visibili, perché sono nella parte  interna e sono nascoste dalla plancia che contiene i pezzi del gioco.


Ecco come appare ora il fondo della scatola.

Volendo un po' di pennarello bianco coprente 

può eliminare gli strappi dove si è perso il fondo bianco.



Passiamo al guscio superiore, ecco come appaiono le toppe per eliminare gli strappi  

Le toppe sono incollate in modo da nascondersi nei lati una volta ripiegati.

Sulla faccia esterna i segni di nastro adesivo sono stati rimossi e sono state incollate delle riproduzioni prese da internet delle parti di grafica mancanti.



Quanto al contenuto del gioco, ecco una foto dei pezzi al loro posto. Purtroppo mancavano alcuni pezzi che rappresentano alcuni edifici di 1' e 2' livello, in tutto 8 su 96 pezzi totali. I pezzi mancanti sono stati recuperati da pezzi di una vecchia scatola di regoli poi colorati con pennarelli a inchiostro indelebile.

 








martedì 28 marzo 2023

GIOCHI VINTAGE  --- TOMBOLA DELLA CANZONE

Come primo post di questa serie tratterò del primo gioco pubblicato dalla Clementoni, era l'anno 1963, l'anno in cui Martin Luther King fece il celebre discorso "I have a dream", venne ucciso Kennedy, i Beatles pubblicavano il primo LP.
Da qualche anno veniva trasmessa Canzonissima, celebre programma TV dove gareggiavano cantanti e canzoni, un po' come Sanremo, la trasmissione era popolare anche perché abbinata alla Lotteria Italia. La Clementoni, quindi, volle appoggiarsi a questa trasmissione per pubblicare il suo primo gioco e iniziare al meglio la sua grande storia. Il gioco venne venduto a 4500 lire del tempo, circa 78 euro attuali, un prezzo un po' più alto di altri giochi, ma usava una tecnologia abbastanza sofisticata per giochi di quel periodo. In anni successivi la Clementoni cambiò il nome al gioco con "Hit Parade" e una scatola con immagini diverse, con canzoni diverse, ma il meccanismo del gioco rimase praticamente identico.


Il gioco in realtà era pubblicato già dal 1958 in modo quasi identico, ma senza indiare un editore, aveva il nome "Tombola musicale", anch'esso sfruttava Canzonissima, come citato in qualche modo sullo scatolo, dove parlava di canzonissime. Sulle varie schede si può notare che il gioco usava un brevetto di Clementoni. 


Il nome di quel gioco è la traduzione di (e si ispira a) un gioco americano a quiz per la TV "Music Bingo", che aveva un meccanismo simile ed aveva come annunciatore e coautore Johnny Gilbert, lo stesso autore di "Jeopardy!" che ispirò il gioco italiano "Rischiatutto". 
Qui c'è la mia fonte:
Qui c'è un video su Youtube:


Il gioco mi è pervenuto in buone condizioni e completo, è curiosa la meccanica del gioco, infatti i giocatori devono indovinare delle canzoni eseguite per alcuni secondi usando delle schede perforate fatte scorrere su una specie di organetto ad aria, il tutto si faceva girando una manovella.
L'organetto dava regolarmente aria (sotto la scocca c'è una coppia di mantici azionati dalla manovella, questi danno aria ad una spezie di organetto), 

La coppia di mantici, da notare che c'è voluto tempo
per aprire la scocca, in quanto era tutto incollato

ma la scheda non scorreva bene, quindi ho fatto un paio di piccoli interventi, ho messo un piccolo foglio di plastica trasparente dove si inserisce la scheda, per farla scorrere meglio, ed ho leggermente alzato il secondo rullo, per far passare meglio la scheda,.
Ecco la foto dove ho fatto gli interventi ed il video del risultato.










mercoledì 6 luglio 2022

CURIOSITA' --- SOLUZIONE GENERALE AL PROBLEMA DEI CAMMELLI.

Il problema originale si trova in un libro del 1938 di Malba Tahan intitolato "L'uomo che sapeva contare" e ambientato a Bagdad nel 1200 circa. Una versione spesso usata ai giorni nostri è questa: un vecchio vedovo decide che alla sua morte i 3 figli dovranno dividersi la sua eredità, cioè 11 cammelli, in base a questi rapporti: al figlio maggiore andrà la metà dell'eredità, al mediano un quarto, al minore un sesto. Alla sua morte però i tre figli non sanno come dividersi i cammelli senza doverne ammazzare uno o più per dividerlo in parti, inoltre non si fidano abbastanza l'uno dell'altro da accettare impegni di compensazioni in denaro.
Ragazzi, stiamo rischiando la pelle!

Vanno davanti al giudice del posto e questo decide di regalare loro un cammello. Ecco che con 12 cammelli è possibile dividere l'eredità, al grande andranno 6 cammelli (la metà dell'eredità), al medio 3 (un quarto), al minore 2. Però così avanza il cammello donato dal giudice che così se lo riprende!

Come mai? Ebbene, se noi sommiamo le frazioni corrispondenti alle parti dei fratelli, quindi facciamo 1/2 + 1/4 + 1/6, passando per il Minimo Comune multiplo otteniamo 11/12, vale a dire che il padre aveva sbagliato, non aveva assegnato tutta l'eredità. Però aggiungendo 1 cammello pareggiamo i conti ed è possibile dividere tutta l'eredità tra i figli.

Ho trovato su internet altri esempi, con 17 o 39 cammelli (e 4 figli), quindi mi è venuta la curiosità di sapere se esisteva una soluzione che dicesse quando questa procedura è possibile, anche con più di un cammello e cosa bisognava fare.

Ebbene, ecco la formulazione generale: dati n figli avremo che il padre dovrà stabilire n parti, indicate con q1, q2...qn.

Prima condizione: ogni parte deve poter essere indicata come frazione con indici interi (nel caso iniziale 1/2, 1/4, 1/6), ma vanno bene anche 2/5, 23/80, ecc., in pratica si tratta di numeri razionali. 

Seconda condizione, la somma delle parti deve essere minore di 1, altrimenti il giudice non potrà regalare cammelli, semmai potrebbe prenderli, cosa che non farebbe contenti i fratelli.

Ora sommiamo le parti (sotto forma di frazioni) e otterremo (usando il Minimo Comune Multiplo) una frazione del tipo A/B 

Come conseguenza delle regole prima e seconda, A sarà il risultato di una somma (al numeratore della frazione)di numeri naturali (o interi), inoltre questi numeri indicheranno già anche i cammelli che spettano ad ogni fratello se si rispetta la regola successiva.

Terza condizione: Il numero dei cammelli deve essere uguale ad A, le condizioni prima e terza servono per ottenere risultati interi. B ovviamente sarà per forza un numero intero, essendo stato trovato come MCM.

A questo punto il giudice dovrà solo 'regalare' ai fratelli la differenza tra B ed A (che potrebbe anche essere parecchio superiore ad 1) e poi dividere con la procedura vista all'inizio, poi riprendersi tutti i cammelli regalati.

Ma davvero è così?

E' proprio così, poniamo il caso che le parti determinate dal padre siano 1/2 1/4 1/7 (rispettiamo la 1' regola, tutte le frazioni sono con indici interi).
Facendo la somma tramite il MCM avremo (14 + 7 + 4)/28, cioè 25/28,
quindi abbiamo rispettato la seconda. 
Ora dobbiamo porre il numero dei cammelli in eredità pari a 25, per poter avere un numero di cammelli intero per ogni figlio (terza regola).
Il giudice stavolta dovrà donare 3 cammelli per fare le parti, cioè 28 - 25, ebbene, facendo le parti usciranno esattamente gli addendi della somma che abbiamo già fatto, cioè 14, 7 e 4, quindi il giudice potrà recuperare i 3 cammelli che aveva donato. 
Che genialata!




giovedì 5 maggio 2022

FILOSOFIA --- "L'altro posto", LA GENIALITA' DI UN SEMPLICE TELEFILM.

 




I due protagonisti 

IL TELEFILM
Tempo fa ho visto la serie "Ai confini della realtà", serie classica degli anni '60, molto particolare per le sue trame surreali e piene di spunti di riflessione, ma in particolare una mi ha colpito, la puntata "L'altro posto" di cui si vede una immagine qui sopra.
Essendo vecchia molti non la conosceranno, dato che dovrò fare uno spoiler, vi invito a vederla prima di proseguire nella lettura, dura una mezz'ora e si trova liberamente su youtube.
Il protagonista muore all'inizio della puntata, vabbè, tanto è ambientata nell'aldilà, ma è un aldilà molto particolare, il protagonista, pur essendo un ladro e anche assassino, si ritrova in una suite imperiale di un albergo di lusso, riservata a lui. E' pieno di soldi, circondato da "femmine" (poi spiego perché le chiamo come le chiama il protagonista) inoltre, essendo un giocatore compulsivo, sta sempre al casinò dove vince somme favolose.
Unico problema, solo lui e la sua guida sono esseri "veri", tutti gli altri sono solo "scenografie", come vengono definite nel telefilm, che quindi non sono esseri umani, ovvero uomini o donne.
La cosa inizialmente non disturba il protagonista, ma dopo un mese di questa vita, nella quale tutti i suoi bisogni e desideri materiali , ma solo quelli, vengono soddisfatti, non ne può più di stare in quello che ritiene il Paradiso. Al momento di chiedere il trasferimento appunto nell'"Altro posto" avviene il ribaltamento, il finale a sorpresa, la guida gli dice che lui all'"Altro posto" c'è già!
In pratica l'Inferno può essere un posto molto diverso da come lo immaginiamo, direi troppo confortevole! Pensate ai terroristi islamici che hanno ucciso tante persone nei vari attentati, magari sono in quello che sarebbe il Paradiso islamico promesso loro da sedicenti imam, pieno di "femmine", cibo e acqua, in un'oasi tutta per loro, ma dopo tutti questi anni si stanno ormai annoiando in modo insopportabile. 
Le sbarre dell'inferno sarebbero così fatte da noi stessi, da ciò che ci ha distratto dal cercare il vero bene.


COMPATIBILITA' CON L'INFERNO CRISTIANO
Ma questo "Altro posto" cosa avrebbe a che fare, per esempio, con l'Inferno cristiano?
Riflettiamo un attimo, chi ha vissuto per tutta la vita cercando solo soddisfazioni materiali, ignorando o anzi usando le altre persone, viste come oggetti da usare per i propri fini, in questo ipotetico inferno perché dovrebbe avere a che fare con esseri reali? Una delle caratteristiche dell'inferno cristiano è infatti l'estrema solitudine, l'egoismo estremo infatti porta a concentrarsi solo su se stessi e sulla propria sofferenza, lasciando fuori dal proprio essere sia gli altri che DIO.
Un'altra caratteristica è il "fuoco". ma per fuoco si intende qualcosa che viene dall'interno del proprio essere, una inquietudine insaziabile, un "bisogno di avere bisogno" che nel nostro mondo plachiamo soddisfacendo i nostri bisogni temporanei, anche facendo cose strane come scalare montagne o buttandoci nel vuoto col paracadute, ma che nell'aldilà non può essere placata dalle "scenografie" generate da noi stessi.

IL PARADISO
Per contrasto si può comprendere che il Paradiso, come troviamo scritto in vario modo nei libri sacri, è la liberazione dal "fuoco", ovvero dal bisogno, ma anche la comunione con gli altri e con DIO che è quello che veramente placa il nostro essere.

   



lunedì 27 dicembre 2021

RETROCOMPUTING --- RESOCONTO DELLA MOSTRA DEI VIDEOGAME DI TRIESTE.

 

Per motivi familiari ho trascorso i giorni di Natale a Trieste, bellissima città che raccomando di visitare a chi può, a parte l'evento di cui farò questo resoconto.

Dal 26 novembre e fino al 20 febbraio, nel Salone degli incanti, presso il faro, si tiene la mostra storica dei videogames, dalle origini fino al presente, titolo "VIDEO GAMES, the exhibition".

L'autore dell'articolo, che ha scattato le foto, mentre mio figlio, visibile in alcune foto, ha testato le console.

Si possono ammirare persino le riproduzioni delle prime macchine con cui giravano i primi videogames, che allora neanche si chiamavano così, da "Tic-tac-toe" a "Space wars", a "Tennis for two", tra l'altro è anche possibile giocarci (quando non si bloccano!).

Da sinistra "Tic Tac toe, "Space Wars", "Tennis for two"

Da lì poi parte un itinerario che mostra tutte le principali macchine da gioco sia quelle da tavolo che portatili, ed uno spazio (forse un po' troppo piccolo e non interattivo) spetta agli home computers che negli anni '80 contesero il mercato alle console.
L'inizio delle console commerciali da casa, la Odyssey della Magnavox, da notare come fosse accompagnata da vari accessori, in effetti era vista anche come un ausilio informatico in vari giochi di società

Il piccolo angolo riservato agli Home computers, sulla destra, non visibile, c'è un Apple II

Molte console sono anche utilizzabili per giocare, anche se con un tempo limitato, per evitare che qualche appassionato monopolizzi una macchina per ore intere, cosa possibilissima. Sono utilizzabili anche alcune console rarissime, come il Virtual boy, una console della Nintendo a 3D monocromo che ebbe poco successo, tuttavia può bloccarsi o guastarsi facilmente, quindi occorre un po' di fortuna e accortezza.

Un cabinato con "Donkey Kong" 


Una Pong della Atari con i vari cloni, tra cui uno italiano della Zanussi, appena sopra la Pong.


Varie console dell'epoca della guerra commerciale tra Nintendo e Sega

In primo piano sulla destra la prima console portatile, prodotta dalla Mattel nel 1976, "Auto race", sulla sinistra una "Microvision", la prima portatile a cartucce, della Milton Bradley

Vai modelli di Game boy della Nintendo

Si può giocare con un Game boy prima versione riportato su schermo grande, nella foto il celeberrimo Tetris

Vari modelli di Xbox e Playstation, dall'altra parte del corridoio ci sono i modelli giocabili


Una zona dove vengono mandati video sulla storia dei Video games, tuttavia l'audio è sovrastato dalle console in funzione nelle vicinanze.

C'è anche un flipper, il secondo oggetto dalla sinistra, è un modello molto sofisticato, dotato di uno schermo che manda video in base alle situazioni di gioco, oltre ai punteggi.

Sulla destra una Nintendo 64 e una Sega Saturn, nell'altro espositore uno dei primi PC di tipo IBM compatibile, usati per i giochi

Il salone degli incanti era un mercato del pesce che veniva venduto appunto all'asta (quindi all'incanto). Ora l'edificio è stato restaurato e utilizzato per vari eventi

Come giudizio direi che vale la pena farci un salto, la visita, se non ci si accanisce troppo a giocare, dura un'ora circa, è possibile evitare di pagare il prezzo del biglietto (15 euro) se si pernotta per almeno due giorni negli Hotel o simili convenzionati siti in città (probabilmente tutti quelli al centro città).

Per ulteriori informazioni: 

https://www.turismofvg.it/eventi/video-games-the-exhibition

Buon gioco!