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Scuola, Retrocomputing, Retrogames, Filosofia, in modo semplice e con qualche innovazione.
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Commenti (civili) e giudizi sono graditi, attendete qualche giorno per vederli, debbo prima controllarli e poi eventualmente rispondere.

sabato 27 aprile 2013

SCUOLA ----------------------- RATEI E RISCONTI (1)

Il tempo ed il denaro sono i due elementi principali di questo post
L'argomento di questo post  è stato spesso difficile per chi studia l'economia aziendale, quindi ho ritenuto di dividerlo in tre parti, nelle prime due volta tratterò l'argomento dal punto di vista del calcolo, cosa utile nelle classi prima e seconda degli ITC e ITP, l'ultima volta tratterò la parte contabile, utile nella terza classe.
Innanzitutto sia i ratei che i risconti si verificano in queste due condizioni:
a) un'azienda ha in corso un contratto che prevede un pagamento o riscossione di un servizio proporzionato al tempo, per esempio affitti, canoni di leasing, canoni di manutenzione, assicurazioni, ecc.
b) tra l'inizio e la fine della durata del contratto (se il contratto prevede un solo pagamento) o tra due pagamenti successivi finisce il periodo amministrativo, che normalmente avviene il 31/12.
Il periodo di tempo (e solo quello) in cui si hanno entrambe le condizioni è quello in cui occorre effettuare il calcolo.
A questo punto occorre sapere se il pagamento avviene all'inizio (anticipato) od alla fine (posticipato) del periodo in questione. Se il pagamento è anticipato avremo sempre un risconto, se il pagamento è posticipato avremo un rateo.
ESEMPIO (1)  una azienda ha sottoscritto un contratto di assicurazione auto, con due scadenze : 10/6 e 10/12 di ogni anno. ogni rata è di euro 1000, il pagamento in caso di assicurazioni è sempre anticipato
In questo caso ricorre la condizione (a), vi è un servizio che ha come base una durata temporale. Bisogna ora vedere in quale periodo di tempo si verifica la condizione (b), nel quale si dovrà calcolare un risconto.
A questo punto è utile vedere questo disegno:
I sacchetti indicano le epoche di pagamento, il 10/6 ed il 10/12 dell'anno n, in particolare il primo pagamento riguarda il periodo indicato dal rettangolo rosso nel quale non ricade la data del 31/12 e quindi non si verifica la condizione (b), in questo caso non si effettua alcun calcolo.
Il secondo periodo, dal 10/12, dove avviene il pagamento, fino al 10/6 dell'anno successivo n+1 comprende la data del 31/12, quindi si verifica la condizione (b).
Tuttavia il periodo di tempo dal 10/12 al 31/12 è stato pagato ed utilizzato dall'azienda.
Rimane il periodo dal 1/1/n+1 al 10/6/n+1, cioè il rettangolo verde, questo periodo non appartiene all'esercizio che finisce il 31/12/n quindi il relativo costo, anche se è stato già pagato, deve essere escluso dal totale dei costi. Questo è il motivo per cui i risconti sui pagamenti sono attivi, ovviamente, all'opposto, i risconti sulle riscossioni sono passivi.
Di solito il calcolo si fa in giorni, secondo l'anno civile di 365/366 giorni, con la durata dei mesi secondo il calendario, inoltre si salta il giorno iniziale e si comprende il giorno finale, perciò si farà così:
dal 1/1/n+1 al 31/1/n+1 sono 30 giorni (si esclude il 1/1)
dal 1/2 al 28/2 sono 28 giorni, a marzo sono 31 giorni, ad aprile 30, a maggio 31, a giugno dal 1 al 10 sono 10 giorni (si comprende il giorno finale), il totale dei giorni fa 160.
Occorre anche sapere la durata di tutto il periodo dal 10/12/n al 10/6/n, applicando lo stesso metodo si ottiene un totale di 181 giorni.
Ora abbiamo tutti i dati e possiamo costruire la seguente proporzione, in quanto si ritiene che il servizio sia proporzionato appunto al tempo.
DURATA TOTALE   :     DURATA RISCONTO   =    IMPORTO TOTALE   :   RISCONTO
        181                    :                     160                  =           1000                      :           X

           1000 x  160
X =     ------------   =   883,98 euro
                 181 

In bilancio avremo questa rappresentazione:
                                                STATO PATRIMONIALE                                       
ATTIVO                                                                                                  PASSIVO 
Risconti attivi                        883,98                                                                           

                                                CONTO ECONOMICO                                           
COSTI                                                                                                    RICAVI      
Assicurazioni                      1116,02                                                                            

L'importo delle assicurazioni comprende per intero la 1' rata di 1000 euro, piu' la parte della 2' rata rimasta di competenza dell'esercizio.
La prossima volta verrà esposto un esempio di rateo.

martedì 9 aprile 2013

RETROGAMING ---------- MATTEL I.A.N.

In questo post mi occuperò di una console assai particolare, assai poco nota e venduta in pochi esemplari dalla Mattel, l'Invisible Alien Neutralizer o IAN, ovvero Neutralizzatore di alieni invisibili.
La console venne progettata da Tim Effler, con la collaborazione di altri progettisti della Mattel:  Robert Del Principe, David Hostetler e John Ling. Il progetto venne brevettato a settembre del 1980 al n. 4,403,777 del registro dei brevetti USA. L'intenzione era quella di distribuirlo in tutto il mondo, pertanto ne venne creata una versione USA ed una internazionale multilingue.
A fine 1980 la console venne messa in vendita, ma i limiti della console e un marketing sbagliato ne decretarono il flop commerciale, ne vennero costruiti solo 10.000 circa, venduti forse ancor meno.
Oggi vi sono solo pochi cenni e immagini su internet, e quasi nessun video. 
L'esemplare che qui esamino mi è pervenuto tramite internet, a parte la scatola è in ottime condizioni.
Il corredo completo della console, la scatola è stata parzialmente restaurata.
la console ha una lunghezza di cm. 30 circa
La sequenza di gioco è questa:
  • La console si usa accendendo l'interruttore (portandolo su ON), 
  • premere uno dei tre tasti "Frequency" per iniziare il gioco, 
  • per cercare gli alieni da neutralizzare (ovviamente invisibili), bisogna premere insieme i tasti "search", la console inizia a emettere dei bip intermittenti, 
  • a questo punto occorre spostarsi nell'ambiente in cui ci si trova, puntando la console davanti a sè, 
  • quando ci si avvicina ad un alieno il bip aumenta di frequenza fino a che si accende un led verde, 
  • in quel momento occorre premere il tasto "Fire" per neutralizzarlo, 
  • se non ci si riesce, si deve premere il tasto "Repel" per evitare di essere a colpiti dall'alieno.
  • se si trovano i 4 alieni prima di esaurire la propria energia si conclude il gioco.
In pratica con un piccolo trucco si è inventato un gioco a realtà immersiva, ovvero il giocatore è all'interno del proprio ambiente di gioco! Altro che realtà virtuale o visori 3D, si tratta di una idea, almeno in partenza, geniale.
In effetti non si fa altro che sfruttare la fantasia dei bambini, del resto ognuno da bambino ha cacciato nemici immaginari armato di una pistola giocattolo.
Un difetto della console è la disposizione e l'uso dei tasti, fatto apposta o no, è difficile agire in modo corretto e tempestivamente, un bambino può stancarsi presto.
Altro difetto è la ripetitività del gioco, lo schema è più o meno lo stesso, e poi è abbastanza facile capire dopo un pò che cosa cerca veramente il sensore della console.
Vediamo allora di trovare il piccolo segreto di questo apparecchio, questa è la console appena aperta, uno volta svitate sei viti con testina triangolare

Come si nota, nella parte inferiore c'è l'altoparlante, al centro vi è il circuito principale, nella parte frontale c'è il sensore.







Il circuito principale è composto da una manciata di componenti elettrici e da un solo chip.
La tastiera è a membrana, di tipo assai frequente nelle console ed anche negli home computer del periodo,
I caratteri numerici rossi e la luce verde sono composti da led, in particolare i numeri sono dello stesso tipo di quelli usati nelle calcolatrici tascabili.
Come nella Microvision, trattata in un altro post, si nota che l'intera circuiteria potrebbe essere alloggiata in un case molto più compatto.

















Ed ecco finalmente il piccolo segreto della console: un sensore ottico!
In effetti se camminando nell'ambiente capita di puntare la console verso una fonte luminosa ecco che viene segnalato un alieno!


lunedì 1 aprile 2013

FILOSOFIA ----------------- UN PROGETTO PER NOI

La storia è un racconto che che parla di uomini e delle loro speranze, delle mete che si scelgono e cercano di raggiungere, delle promesse che fanno e che spesso tradiscono perdendo il filo che guidava i loro passi.
Qui noi viviamo in un Paese che fa promesse destinate ad essere tradite e perciò non ha una strada davanti a sè.
Impariamo a farci promesse che possiamo mantenere e facciamo il possibile per mantenerle, ricordiamoci che quello che promettiamo e le azioni che facciamo per mantenere le nostre promesse coinvolgono sia il nostro futuro che gli altri, meglio quindi che tutti possano equamente godere dei risultati dei nostri progetti.
Ma cosa può proporre chi vi scrive da un blog?
Posso solo fornire un esempio per far capire che esistono progetti che, per quanto ambiziosi, sono possibili e possono coinvolgere tutti, progetti che rendano possibile attirare capitali riportandoli dalla speculazione all'economia reale, aldilà di qualunque provvedimento che cerchi di ottenere lo stesso scopo a forza, con le tasse o le norme penali.
Lo spunto mi viene da una mia vecchia idea, che mi venne quando sentii parlare di aerogel, si tratta di una sostanza solida ma leggerissima, con proprietà fisiche anche molto diverse, a seconda del materiale usato (silice, carbonio, persino alghe).
aerogel_più_leggero
Un aerogel di carbonio
All'epoca l'aerogel aveva un peso specifico minimo pari a quello dell'aria (1 mg per cm cubico), ma di recente ho saputo che esiste una varietà di aerogel di carbonio persino più leggera dell'elio (0,16 mg per cm cubico mentre l'elio arriva a 0,18)! (http://www.melendugno.net/2013/03/scoperto-materiale-piu-leggero-dellaria-contro-linquinamento/)
La  mia proposta parte da qui, e vuole arrivare a proporre che lo Stato spinga e favorisca anche finanziariamente una ricerca sistematica in tutto il Paese volta al poter costruire oggetti anche di grandi dimensioni, capaci di volare e spostarsi con pochissima energia, mezzi capaci di spostare merci a prezzi assai più bassi del trasporto terrestre, navale ed in gran parte aereo. Anche l'edilizia potrebbe trarre giovamento perchè sarebbe possibile costruire case molto più leggere e quindi molto meno sensibili p.es. alle scosse di terremoto, cosa oltremodo utile in quasi tutta l'Italia, senza contare il minor bisogno di spostare grandi masse di materiale per le costruzioni.
L'isola volante di Laputa, ideata da Jonathan Swift. nel libro "I viaggi di Gulliver" 
Il possesso della tecnologia e del know how relativo renderebbe il nostro Paese all'avanguardia in un settore strategico, quello dei trasporti, con ampi margini di guadagno.
La tecnologia dell'aerogel è ancora agli inizi, occorre creare materiali non solo leggeri, ma anche abbastanza resistenti e rigidi o elastici a seconda delle necessità, ma è una strada possibile.
Tanti che mi leggeranno diranno che questo progetto è un pò troppo visionario, come tutti i progetti degli scienziati di Laputa, ed io già rispondo che l'idea di fondo è quella di un progetto che riunisca e dia un senso alle forze di un popolo, quindi si possono scegliere altre idee.
Come esperto di economia questo progetto è realizzabile e conveniente, come essere umano non posso fare a meno di alzare lo sguardo al cielo e pensare ad un futuro migliore per me e per tutti, come fece J.F. Kennedy quando pose agli Stati Uniti l'obiettivo, quasi utopico nel 1960, di arrivare alla Luna in solo 10 anni, dando a quella nazione una prosperità che arrivò agli anni '70. 

mercoledì 6 marzo 2013

FILOSOFIA ----------------- FEDE - DOGMI - SCIENZA - SPERIMENTAZIONE

Gregor Johann Mendel, prete ceco scopritore dei principi della genetica
(da wikipedia)
Un giorno vado all'ufficio brevetti e chiedo di brevettare una macchina sul moto perpetuo.
Grande scena di ilarità nell'ufficio, gli impiegati faticano un pò a riprendersi, ed a rispondermi che non è possibile, è vietato. "Come è vietato?" chiedo. Mi spiegano che al termine di continui studi e sperimentazioni e tentativi infruttuosi si è concluso che il moto perpetuo è impossibile, una conclusione tratta dalla scienza sperimentale e speculativa, per la precisione si viola il secondo principio della termodinamica. Adesso la questione è chiusa, e chi si ostina a cercare il moto perpetuo non è neanche da considerare uno scienziato.
Tra me e me penso a cosa sono i dogmi per la Chiesa, in molti (ed anche io una volta) credono che sia il presupposto su cui si fondano i precetti religiosi e l'intero ragionamento teologico (in logica si definiscono così i cosiddetti assiomi) , ma non è così, è il contrario. Un dogma viene stabilito al termine, non all'inizio, di una lunga speculazione filosofica, spesso assai vivacemente combattuta ma anche in seguito ad evidenze che potremmo dire "sperimentali". Quindi un dogma è più simile ad un teorema scientifico, che giunge appunto al termine di esperimenti e ragionamenti appositi.
Una volta stabilito il dogma si considera chiusa la questione, in pratica si ritiene che si sia acquisita una "scheggia" di verità e chi non l'accetta non si considera più un cattolico. Si può passare ad altre questioni, lungo una strada comunque infinita. Tra l'altro i dogmi della chiesa non sono molti.
Ho accennato alle evidenze "sperimentali" e dunque bisogna specificare a cosa mi riferisco, cominciando dalla "fede", cos'è veramente la fede, cosa porta un individuo ad essere credente?
Non credo che basti dire che un credente ha avuto una certa educazione, o una certa cultura o vive in un certo ambiente, e neanche bastano i ragionamenti, tutte queste cose sono state date a tanti individui poi scopertisi "non credenti". Così come il famoso "colpo di fulmine", o esperienze simili, solo chi le prova le capisce e ci crede veramente, gli altri restano scettici o perlomeno dubbiosi od anche indifferenti, in definitiva la fede è proprio un sentimento, come l'amore romantico, come l'odio, od altri. Quante volte diciamo a qualcuno che non può capirci perchè non prova od ha provato quello che sentiamo o abbiamo sentito noi?
Dunque il cammino di un credente comincia da un dato sperimentale, egli prova qualcosa, e cerca dapprima di capire che cosa prova, e poi, capito questo, deve farsi guidare dalla propria fede ogni volta che deve fare delle scelte. Il peccato nasce da una contraddizione, si sente che una scelta non è coerente con quello che si prova, eppure lo si fa lo stesso, volendo ottenere un vantaggio immediato (avidità) od evitare un danno imminente (paura).
Oltre al dato sperimentale soggettivo, nella dottrina cattolica ed in altri culti si considerano altri dati sperimentali meno determinanti ma comunque utili,, i cosiddetti "miracoli" e le "vite dei santi", i primi li conosciamo, per esempio alla ss. Maria si sono attribuiti vari  miracoli che hanno contribuito ai dogmi che la riguardano. Da notare che tutte le dichiarazioni di santità e tutte le conferme di miracoli non sono considerati dogmi, la Chiesa si riserva di tornare indietro su questo se i fatti storici e le evidenze scientifiche li mettono in dubbio, per esempio ci sono vari santi che la Chiesa considera non più certi, radiandoli dal culto universale, al massimo consentendone la venerazione in ambito locale.
Le vite dei santi sono usate anch'esse in via sperimentale, sono esempi di come un essere umano, seguendo con la massima coerenza umanamente possibile (e quindi anche con molti errori) la propria fede, ottiene una esistenza che lo ha fatto sentire pienamente sè stesso, aldilà dei sacrifici e degli stenti che ha dovuto affrontare.
E' la stessa motivazione di ogni scienziato, essere sè stesso.


venerdì 8 febbraio 2013

RETROCOMPUTING ---- RESTAURO DI UNA SCATOLA

 In questo post mostrerò alcune tecniche di restauro che ho adottato per riportare a condizioni accettabili una scatola, nel caso particolare è quella che conteneva l'ultime versione commercializzata del Commodore 64, la versione G, che uscì nei primi anni '90 del secolo scorso. Le tecniche usate, ancora da perfezionare, sono applicabili anche a scatole per altri oggetti. E' evidente che deve valere la pena fare il restauro di una scatola, si deve trattare di qualcosa di interessante dal punto di vista storico o collezionistico, infatti è necessario del tempo ed una discreta pazienza.
Innanzitutto ecco la scatola non appena venutone in possesso, insieme a tutto il resto del lotto.

Come si vede è in condizioni cattive, manca del materiale, in particolare i flap e la chiusura sinistra, ed anche una parte del disegno, inoltre, anche se non si vede, manca una scatolina che conteneva alcuni accessori, inoltre la scatola aveva i bordi irregolari ed era presente un pò ovunque perdita di colori dovuta a sfregamento. 




L'altro lato era pieno di nastro adesivo, poi asportato pazientemente con l'uso di un phon per rammollire l'adesivo del nastro, ma può aiutare anche lo spray sciogli adesivo appropriato, sopratutto se il nastro è di carta.

Per fortuna, quando ho comprato questo oggetto, erano presenti tutti gli accessori ed i manuali ed anche i polistiroli erano in ottimo stato; ovviamente il computer era funzionante. 
Per il restauro ho seguito alcune indicazioni date dall'esperienza.

  1. Evitare l'uso di nastro adesivo, l'unico posto dove li adopero spesso sono i bordi, per evitare ulteriori danni e/o strappi, va usato comunque nastro adesivo supertrasparente e resistente al cambiamento di colore ed al tempo.  
  2. Usare colla vinilica, meglio ancora se mescolata con colla da parati che ne evita lo sfarinamento col passare del tempo.
  3. Per integrare le parti mancanti è bene usare cartone dello stesso tipo di quello mancante, meglio ancora se proveniente da scatole analoghe dello stesso periodo, in modo da non rendere evidenti differenze di ingiallimento naturale dovuto al tempo.
  4. L'uso della stampante ink jet per stampare i disegni mancanti va bene, ma attenzione ad usare se possibile inchiostri di lunga durata.
  5. I pennarelli vanno bene solo se hanno un colore molto simile a quello d integrare, vanno usati su parti con colore omogeneo. non vanno molto bene sui disegni molto particolareggiati.
  6. Fare gli interventi un pò per volta, non avere fretta, occorre prima fermare i punti critici della scatola e poi procedere a mano a mano che si ottiene il consolidamento e la riparazione.
  
Ecco la scatola al termine degli interventi, come si vede sono stati reintegrati i flap usando del materiale dell stesso tipo, la tinta bianca omogenea di questa zona, come verificato dalle immagini su internet, ha reso più facile il lavoro.













La scatolina degli accessori è stata totalmente ricreata da zero, basandomi sulle immagini su internet.
Tutte le zone dove era presente perdita di colore sono state ripassate con pennarelli



Infine una parte mancante della scatola è stata reintegrata con una "toppa" in cartone dello stesso tipo, su cui è stato incollato il foglio con la riproduzione fatta con stampante ink jet del disegno, quest'ultimo è stato ottenuto scansionando l'altro lato intatto della scatola e correggendo i difetti. In questo caso è stato necessario usare un pò di nastro adesivo per tener fermi e combacianti i bordi.
Notare che la parte strappata è stata regolata in modo da facilitare la coincidenza con i bordi della "toppa".





Diciamo che almeno stavolta non ho fatto il "rompiscatole", semmai il contrario :-).

venerdì 5 ottobre 2012

SCUOLA ----------------------- FACCIAMO LE DEBITE PROPORZIONI

Una delle prime applicazioni delle proporzioni,
misurare una piramide usando un semplice bastone
(da Wikipedia)
Le proporzioni sono un argomento basilare in tuta l'economia aziendale, perché su esse ci si basa per tutta una serie di calcoli, come percentuali, riparti, ecc. che si trovano continuamente studiando prima e praticando poi nel lavoro l'economia aziendale.
Pertiamo dalla definizione: "Una proporzione è l'eguaglianza di due rapporti", scrivendola più semplice si può dire "Una proporzione rappresenta due divisioni che danno lo stesso risultato". In pratica, se io scrivo
20 : 5 = 100 : 25 significa proprio che dividendo 20 per 5 ottengo 4, ed anche se divido 100 per 25 ottengo 4. Quindi una proporzione è valida solo se si verifica una uguaglianza nel risultato delle due divisioni che la compongono.
Può capitare che però uno dei termini della proporzione non è noto, in pratica ci serve un componente che consenta alla proporzione di "funzionare", cioè di rispettare la condizione di uguaglianza.
A tale scopo occorre dare un pò di definizioni, ne bastano solo due, ora osservate sotto:
30 : 3 = 20 : 2
  1      2       3      4
La proporzione si legge così: "Trenta sta a tre come venti sta a due".
Ognuno dei termini della proporzione ha un numero, che ci consente di dare queste definizioni:
  1. chiamiamo "medi" i termini col numero 2 e 3, in quanto sono al centro della proporzione, vicino al segno di uguaglianza
  2. chiamiamo "estremi" gli altri due componenti, cioè i termini 1 e 4, posti appunto a margine della proporzione
Nel caso che uno dei termini non sia noto, quindi è segnato con una X, per trovare il suo valore corretto basta seguire questa procedura:
  • Se la X è nella posizione 2 o in posizione 3 (cioè è un medio), il valore si trova moltiplicando tra loro gli estremi e poi dividendo per il medio noto. Nel caso della proporzione sopra, se la X fosse in posizione 3 dovremmo fare 30 per 2 e poi dividere per 3
  • Se la X è nella posizione 1 o in posizione 4 (cioè è un estremo), il valore si trova moltiplicando tra loro i medi e poi dividendo per l'estremo noto. Nel caso della proporzione sopra, se la X fosse in posizione 1 dovremmo fare 20 per 3 e poi dividere per 2.
I membri di una proporzione hanno anche altri nomi, che però sono inutili ai fini di questo post.
Fin qui tutto abbastanza facile, il problema nasce quando la proporzione dobbiamo impostarla, ovvero, partendo da una serie di dati, dobbiamo ricavare una proporzione che fornisca una adeguata soluzione. Una procedura corretta è quella che vedrete, partendo da questo problema:
5 operai costruiscono un muro di 8 metri in 6 giorni, quanti operai sono necessari per costruire lo stesso muro in metà tempo? 

  1. Occorre vedere quali sono le grandezze che ci interessano, notiamo che nel problema variano gli operai e il tempo di costruzione, mentre la lunghezza del muro non cambia, pertanto le grandezze da usare sono il tempo e gli operai.
  2. Occorre mettere in tabella i dati, ogni colonna indica una grandezza, pertanto
 Tempo                       Operai
6                              5
 3                              X

          Nella seconda riga della tabella il 3 è la metà di 6 giorni, mentre la X segna il dato da trovare.
     3.  Ora esaminiamo come variano le grandezze, è evidente che per metterci meno tempo bisogna avere
          più operai, in questo caso si dice che le grandezze sono "inversamente proporzionali", quando succede
          questo suggerisco di inserire, al centro della tabella una "U", in questo modo:
Tempo                       Operai
6                              5
 3             U            X
     4.   A questo punto costruiamo la proporzione seguendo il verso con cui si scrive una "U", partendo 
          quindi dal numero 6 proseguiamo col numero 3, poi con la X, infine col 5 (possiamo anche andare in
          senso del tutto contrario, quindi scrivendo 5, X, 3 e 6), la proporzione quindi sarà:
6 : 3 = X : 5
          Calcolando 6 per  5 diviso 3 otteniamo 10, che è la soluzione richiesta.
E se le grandezze variassero in modo identico, ovvero aumentando una aumenta anche l'altra, e viceversa (grandezze direttamente proporzionali)?
In tal caso avremmo proceduto così, sempre usando i dati del punto 2 avremmo scritto una "N" così:
      3a                                                  Tempo                       Operai
                                                               6                              5
                                                               3             N            X
       4a     La proporzione sarebbe stata:
3 : 6 = X : 5
                e la soluzione quindi sarebbe stata 2,5
Ed ora chi ha letto questo post dovrebbe essere in grado di mettersi al lavoro, almeno si spera :-)





lunedì 23 luglio 2012

FILOSOFIA ------------------ PRIMA DI LUNEDI'

Il "Fiat lux" secondo il Dorè
La storia della Creazione, come raccontata nella Bibbia, appare ad una lettura un pò più attenta piena di sorprese, e persino uno studioso di fisica trova degli elementi interessanti.
In primo luogo la Genesi contiene due racconti distinti della Creazione, provenienti da due tradizioni di diverse epoche. La tradizione più recente, detta Sacerdotale, parla della Creazione divisa in giorni, e narra di una creazione dell'uomo e della donna avvenuta contemporaneamente, mentre quella più antica condensa tutto in un giorno, parla dell'Eden e del peccato originale e considera la donna creata da una costola dell'uomo.
Soffermiamoci sulla tradizione sacerdotale, ecco i versetti che aprono tutta la Bibbia:
"1In principio Dio creò il cielo e la terra. 2La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
3Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. 4Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre. 5Dio chiamò la luce giorno, mentre chiamò le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: giorno primo."
In tutto il racconto della Creazione Dio inizia un giorno con un atto di creazione, ma durante il primo giorno di atti ce ne sono due, prima si crea un "qualcosa" privo di forma, vuoto, non solo, ma Dio non parla, si limita a creare. Poi parla e crea la luce. Non mi occuperò in questo post del paradosso del giorno e della notte, in mancanza di riferimenti temporali, o di altri paradossi che al massimo citerò di passaggio, preferisco far notare che in realtà Dio ha creato qualcosa prima della luce, anzi, lo scrittore del testo riserva la parola "creare" a questo primo atto, nel resto del racconto preferisce usare i verbi "separare", "fare" o simili, come se usasse sempre il materiale creato in precedenza, tranne che con l'uomo, dove usa ancora il verbo "creare" (ma nella tradizione piu' antica l'uomo è fatto con la materia già creata).
Ci sono per me gli elementi per parlare di una creazione che precede il primo giorno (che era un lunedi, secondo la tradizione rabbinica), ma è una creazione dove non c'è il tempo (il giorno non viene citato) e tutto è mischiato insieme, non separato, una sorta di caos iniziale, come se Dio avesse solo messo insieme il materiale su cui lavorare dopo (un pò come un bambino fa col Lego, butta tutto sul pavimento e poi separa i pezzi per usarli nella costruzione). Ci sono due considerazioni che voglio fare, la prima è che questo "quid" privo di forma, vuoto, assomiglia terribilmente a quello che i matematici chiamano "insieme vuoto", non è il nulla, è un contenitore privo di contenuto, e i matematici, a partire da Frege, associano l'insieme vuoto col numero zero. Noi sappiamo che la nozione dello zero è molto più recente, è nata in India poco prima che fosse fissato in un testo scritto nel 628 dC, quindi circa mille anni dopo la stesura di questo versetto biblico. insomma, un abbozzo di idea dello zero c'era, ma l'estensore biblico non era un matematico e non potè trarre le conseguenze della sua intuizione. Seconda considerazione, l'idea di un caos primigenio è comune ad altre culture, come la greca e come le ipotesi costruite dagli cosmologi odierni per spiegare cosa c'era prima del Big Bang (per inciso, circa 100.000 anni dopo questo evento si ebbe proprio una separazione della luce dalla materia). Tuttavia chi ipotizza il caos primigenio afferma che tutto deriva da lì, compresa ogni divinità, soltanto due culture affermano che anche il caos ha una origine, un creatore, quella biblica e quella di una parte dell'Induismo che parla di un principio creatore chiamato "Brahman". Comunque sia, questo caos continua ad esistere, come una sorta di tappeto su cui si sviluppa e si svolge la vita del creato, cosa sostenuta anche dai cosmologi oggi, insomma si ribadisce che la creazione dura tuttora, giacchè il caos non ha tempo ed è la base sul quale si erige tutto l'edificio della Creazione.