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Commenti (civili) e giudizi sono graditi, attendete qualche giorno per vederli, debbo prima controllarli e poi eventualmente rispondere.

lunedì 11 maggio 2026

FILOSOFIA---------- FIFTY PERCENT GREY, UNA INTERPRETAZIONE INTRIGANTE DI UN VIDEO DI 25 ANNI FA


Anni fa ho già visto questo video del 2001 circa, è un po' disturbante e violento, rappresenta un soldato che muore e si ritrova in un aldilà che assomiglia allo scenario "Costruzione" del primo Matrix e probabilmente vi si ispira. La voce dal TV gli dice che è in Paradiso, ma sembra tutto assurdo, il soldato è nel nulla davanti ad un TV che gli dice di godersi pace e tranquillità in eterno. Il soldato è terrorizzato e alla fine si spara, per ricomparire davati ad un TV con videoregistratore più obsoleto che gli dice che è in Purgatorio, ma nulla è cambiato. Il soldato si spara ancora e si ritrova con un TV e videoregistratore anni '70 che gli dice che è all'Inferno, spara allora al TV, e vorrebbe spararsi di nuovo, ma la pistola è scarica. Fine.

Sembra tutto una specie di protesta contro l'assurdità di chi crede nell'aldilà, oppure contro il militarismo, o altre interpretazioni del genere, ma quando ho vluto rivedere il video ho colto alcuni elementi quasi sfuggenti che aprono ad una interpretazione che, guarda caso, si ritrova in qualche modo con la mia, forse mi ha proprio ispirato in qualche modo da allora.

Cominciamo con la prima, bisogna ascoltare bene la voce nel Paradiso, ad un certo punto dice al soldato "Sit back" che significa "siediti sulla sedia che hai dietro", ma non ci sono sedie, perchè non dice semplicemente "Sit down", ovvero siediti giù? 

Questo fatto mi ha indotto a pensare a quando il soldato si sveglia la prima volta, ha una ferita al cuore che si rimargina velocemente (cosa necessaria visto che deve vivere), si guarda intorno ma non vede nulla, quando poi si toglie il casco, pensando probabilmente a dove si trova, appare il TV.

Tre indizi, una prova, l'ambiente dove si trova reagisce alla sua mente, quindi, se avesse fatto l'atto di sedersi sulla sedia, questa sarebbe apparsa e lui avrebbe avuto un segno inequivocabile, il Paradiso era pronto a soddisfare tutti i suoi bisogni, proprio come nelle Scritture. Era a un passo (indietro) dal poter vivere in un ambiente dove realmente vivere in pace e serenità e conoscere tutto. Io avrei desiderato una bella casa proprio su una bellissima spiaggia tropicale con un sole dolce, brezza di mare ed una sdraio dove godersi un bicchiere di qualcosa di tropicale. Prima di inziare a conoscere l'Universo e tuttii suoi abitanti.

Ma il soldato non si siede, non coglie gli indizi, gli sembra tutto assurdo per la sua mentalità, reagisce con la mentalità di un soldato, con la violenza, su sè stesso.

L'aldilà, secondo questo video, quindi, non è assurdo, è una proiezione della tua mente (come nel film "Aldilà dei sogni" con Robin Williams), se la tua mente è chiusa, tu sei imprigionato (avviene così anche alla moglie del protagonista del film citato).

Allora, concludendo, facciamo attenzione ai video!!


giovedì 16 aprile 2026

STORIA ----------- UN PARTICOLARE CRITERIO PER CLASSIFICARE GLI IMPERATORI ROMANI

Aquila imperiale romana (Da Wikipedia)

Mettere in ordine la lunga serie degli imperatori romani è diventata una moda e citata su molti siti, io propongo qui una classifica, limitata ai primi 10 ma con alcune citazioni speciali, basata su un criterio, quello degli imperatori meno sanguinari, ovvero cha hanno provocato meno morti per: 1) guerre non provocate, 2) persecuzioni, 3) omicidi di oppositori, 4) carestie provocate di proposito o per negligenza 5) morti provocate da omissioni

Come criterio per la scelta dei candidati alla classifica ho preso gli imperatori tra Ottaviano e Romolo Augustolo, includendo gli imperatori che, sia pur per breve periodo, hanno governato legittimamente tutto l'impero o parti di esso determinate da norme preesistenti, come il decreto sulla Tetrarchia o la decisione di Teodosio di separare l'impero tra oriente e occidente, escludo quindi gli imperatori bizantini successivi.

Mi sono fatto aiutare da una AI molto nota, Gemini, nella versione base, che mi ha fornito la classifica di base  con le debite motivazioni. Vi sono anche nomi fuori classifica, ma molto noti e anche delle clamorose sorprese. Ecco quindi la classifica dei 10 imperatori più "buoni", il testo della classifica è tutto della AI secondo le mie indicazioni:

1. Antonino Pio (138-161)

Il "re della pace". Ventitré anni di regno senza una sola guerra d'aggressione e senza condanne a morte politiche. È il numero uno assoluto per assenza di dolo.

2. Nerva (96-98)

Un breve regno dedicato a riparare i danni di Domiziano. Vietò i processi per tradimento e scelse la diplomazia e la legge sopra ogni cosa.

3. Marco Aurelio (161-180)

Come uomo e sovrano, fece di tutto per non uccidere nessuno che non fosse un nemico aggressore sul campo di battaglia. La sua intenzione era la filosofia e la cura dello Stato, non il sangue.

4. Alessandro Severo (222-235)

Un giovane idealista che cercò di governare con la saggezza dei filosofi. La sua "colpa" fu proprio l'eccessiva mitezza: preferiva pagare i barbari perché se ne andassero piuttosto che sterminarli, cosa che gli costò la vita in un ammutinamento.

5. Pertinace (193)

L'imperatore "operaio" e onesto. In pochissimi mesi cercò di restaurare un governo morale e civile, rifiutando la violenza tipica dei suoi predecessori.

6. Claudio (41-54)

Nonostante la conquista della Britannia (fatta per necessità di prestigio politico), era un uomo di studi. Non amava le armi e, tranne qualche purga necessaria per sventare congiure reali, preferiva i tribunali ai massacri.

7. Tito (79-81)

Da imperatore, fu un modello di clemenza. Dichiarò che avrebbe preferito morire piuttosto che uccidere qualcuno. La distruzione di Gerusalemme pesa sul suo curriculum, ma come sovrano la sua intenzione fu puramente filantropica.

8. Giuliano l'Apostata (361-363)

Uomo di cultura immensa, cercò di riformare l'impero senza le solite stragi religiose del suo tempo. Anche contro i suoi nemici politici, preferì l'ironia e lo scritto alla spada.

9. Adriano (117-138)

È un caso complesso, ma la sua volontà fu quella di fermare la macchina da guerra romana. Consolidò l'impero "mettendo via la spada" di Traiano. La macchia della rivolta giudaica fu una reazione spietata, ma la sua visione politica generale era per una pace duratura.

10. Vespasiano (69-79)

Sebbene fosse un generale, una volta preso il potere agì come un buon padre di famiglia parsimonioso. Non cercò mai la guerra per vanità e, pur essendo fermo, non fu mai considerato un imperatore sanguinario per scelta.

Ho chiesto poi la posizione, in una classifica più estesa, di altre figure famose come Giulio Cesare (imperatore di fatto), Ottaviano Augusto, Nerone, Commodo, che vengono citate tante volte in film e libri storici, ma anche di Silla (anche lui imperatore di fatto) e di altri, vediamo le loro posizioni:

Nerone, posizione stimata: 15° - 20° posto, stranamente in alto nella classifica estesa, in effetti, nonostante la fama, Nerone odiava la guerra. Durante il suo regno non ci furono campagne di conquista. La sua "macchia" principale sono le esecuzioni dei senatori, dei familiari (la madre Agrippina) e la prima persecuzione dei cristiani dopo l'incendio di Roma. Tuttavia, in termini di numeri assoluti, i morti sotto Nerone sono una frazione infinitesimale rispetto a quelli causati dalle legioni di un "buon" imperatore come Traiano in Dacia.

Caligola, posizione stimata: 25° - 30° posto
La sua follia si sfogò quasi esclusivamente sulla corte di Roma. Umiliò il Senato e uccise i nobili per confiscarne i beni, ma non ebbe il tempo (regnò solo 4 anni) né l'interesse per scatenare massacri di civili nelle province o grandi conflitti bellici. Anzi, la sua celebre "campagna contro il mare" (dove fece raccogliere conchiglie ai soldati invece di invadere la Britannia) fu, paradossalmente, a impatto zero sulla demografia umana.

Commodo, posizione stimata: 35° - 40° posto
Appena salito al potere, Commodo fece una cosa che i generali odiarono ma che salvò migliaia di vite: interruppe le guerre che suo padre Marco Aurelio stava combattendo contro i Germani, firmando una pace immediata. Preferiva combattere nell'arena (dove uccideva animali e gladiatori, ma con numeri "contenuti") piuttosto che mandare le legioni al massacro. La sua violenza fu paranoica e concentrata sui suoi collaboratori.

Ma allora chi sta agli ultimi posti?
Eccoli:

Caracalla posizione stimata 50-55
Irritato per alcune satire scritte contro di lui, ordinò alle sue truppe di massacrare la gioventù di Alessandria d'Egitto, senza processo (Caracalla era un tiranno assoluto), l'episodio provocò la condanna morale spietata degli storici contemporanei come Cassio Dione che lo descrisse  non come un condottiero, ma come un "nemico dell'umanità". (primo germe del concetto di crimine contro l'umanità, ma senza valenza giuridica).

Teodosio I, posizione tra 60-65
Oltre alla lunga guerra per la riunificazione dell'impero, guerra offensiva e molto sanguinosa, perché fu lui a varcare il confine della parte di impero governata dal suo avversario, c'è il massacro di Tessalonica. La popolazione uccise un generale romano, Teodosio, anziché cercare colpevoli, ordinò per ritorsione il massacro di circa 7.000 persone radunate nello stadio. Fu forse il primo a beccarsi quella che poi diventerà canonicamente una scomunica dal Papa.

Diocleziano, posizione stimata tra il 75° e l'80° posto.
Una volta regnante Diocleziano epurò l'esercito e l'amministrazione da chiunque non giurasse fedeltà totale al suo nuovo sistema di potere (la Tetrarchia). La sua visione di stabilità passava per l'eliminazione fisica di ogni potenziale dissenso ideologico.
Fu in seguito l'autore di una persecuzione dei cristiani che ha tratti simili in modo inquietante alle persecuzioni ebree praticate da Hitler, non tanto nella quantità ma nel metodo, a differenza di persecuzioni precedenti, spesso locali o disorganizzate, quella di Diocleziano fu un'operazione burocratica e sistematica su scala imperiale.
Non fu un raptus di follia, ma una decisione politica a tavolino per eliminare un elemento (il cristianesimo) ritenuto incompatibile con lo Stato. Diocleziano agì come un "ragioniere del terrore", emandando quattro editti successivi che portarono a migliaia di esecuzioni, torture e confische.
Sebbene Diocleziano sia lodato per aver salvato l'Impero dal collasso, lo fece attraverso una militarizzazione totale della società. Le rivolte interne (come quella dei Bagaudi in Gallia o le ribellioni in Egitto) furono represse con una violenza spietata e senza spazio per la diplomazia o la clementia.

Lucio Cornelio Silla, posizione stimata 80-85 
E' l'inventore delle "stragi legalizzate", emanò per primo un decreto di proscrizione, un sistema burocratico per lo sterminio politico per uccidere sistematicamente chiunque potesse opporsi al suo potere o al Senato. 
Responsabilità: Chi appariva in lista poteva essere ucciso legalmente da chiunque, con i beni confiscati a favore dello Stato (o degli amici di Silla).
Numeri: Le stime parlano di circa 40-80 senatori e 1.600-2.000 cavalieri uccisi, oltre a decine di migliaia di cittadini comuni in tutta Italia. 
Un episodio iconico della sua crudeltà intenzionale avvenne dopo la Battaglia di Porta Collina: mentre parlava al Senato, fece massacrare 6.000 prigionieri in un edificio vicino. Alle grida dei moribondi, disse ai senatori di non preoccuparsi e di continuare ad ascoltarlo, poiché stava solo "punendo alcuni sediziosi". 
Fu il primo a marciare con le proprie legioni contro Roma, infrangendo un tabù millenario e scatenando una guerra civile che coinvolse l'intera penisola per anni, le sue azioni in Italia furono dettate da pura vendetta e ambizione politica. 

Giulio Cesare, agli ultimi posti, più o meno tra l'85' e il 92' posto, perché? In effetti ha provocato la morte di centinaia di migliaia di persone, tra soldati e civili, compresi tentativi di vero genocidio, nelle guerre galliche (una serie di guerre complessivamente di aggressione, malgrado giustificazioni veramente deboli), il vero motivo di esse è puramente per gloria personale, Cesare infatti era ossessionato dalla gloria, oltre che dai debiti per dare soldi a clienti vari e fare regali e far disputare giochi nelle arene per la plebe di Roma. Aggiungiamo le proscrizioni come quelle inventate da Silla, la guerra civile e chissà che altro, Certo, fu un grande generale, un buon politico e legislatore, ma sedeva su un trono di sangue, persino in Senato si accorse di questi eccessi, ma allora non esistevano leggi né il concetto di crimine contro l'umanità.

Infine una notazione importante: solo 11 su 94 tra  imperatori de iure e di fatto furono abbastanza miti, gli altri provocarono un bel numero di morti, chi vuole gli uomini forti se lo ricordi, quasi al 90% queste persone portano a stragi. 

sabato 8 marzo 2025

FILOSOFIA -------- LE LEGGI DELLA STUPIDITA’ E DEL LIBERO ARBITRIO

 

Una immagine di Giano bifronte, la faccia a sinistra può benissimo essere
quella della stupidità, l'altra quella della saggezza umana

La stupidità è un fenomeno con cui abbiamo a che fare spesso, la troviamo nel capufficio, in un insegnante, in un medico, nei post che compaiono nei social, dovunque, come mai?

Tra i tanti che hanno provato a studiare il fenomeno c’è stato uno storico e filosofo recente, Carlo Cipolla, che descrisse le “Leggi fondamentali della stupidità umana” in uno scritto pubblicato in Italia col titolo  “Allegro ma non troppo”. Eccole:
1) sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.
2) la probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa.
3) una persona stupida è una persona che causa un danno a un'altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.
4) le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide.
5) la persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista.
Queste leggi, anche se derivano da un’opera a sfondo umoristico, è stata sempre considerata convincente da tantissime persone di ogni tendenza politica, filosofica o religiosa,anche per me hanno una loro validità, anzi, una validità assai maggiore di quanto generalmente ritenuto. Questo perché spesso riteniamo che si possa riconoscere la stupidità negli altri e quindi, in qualche modo, limitarla.
Io però, leggendo queste leggi ed i commenti relativi, soprattutto quello relativo alla legge 2, che considerà la stupidità come indipendente da qualunque caratteristica personale, sono rimasto colpito, in pratica la stupidità è indeterministica! Ossia, non è possibile sapere con certezza se un certo individuo, anche perfettamente conosciuto, di fronte ad una scelta, farà una scelta stupida o no!
Questo pensiero mi ha portato a rapportarmi con l’idea di libero arbitrio che, anch’essa, deve considerare che l’uomo possa fare scelte non determinate in anticipo da cause precise, quindi anche dalle caratteristiche personali.
Non starò ad esaminare se veramente possa esistere un libero arbitrio, ma considerando che la stupidità è generalmente accettata come reale, compreso il fatto che sia imprevedibile, questo rivaluta la possibilità che il libero arbitrio anche sia reale, anzi, i due fenomeni sono molto probabilmente due facce della stessa medaglia!
Proviamo a reinterpretare le cinque leggi scritte prima, alla luce di quanto scritto ora:
1) sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione, perché spesso non tiene conto che tutti possiamo fare scelte stupide, in quanto dotati di libero arbitrio.
2) la probabilità che una certa persona possa fare scelte stupide o sagge è sempre diversa da zero, qualunque siano le sue caratteristiche personali.
3) una scelta stupida è tale quando causa un danno a un'altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per l’autore che addirittura può subire una perdita.
4) le persone tendono a sottovalutare sempre il potenziale nocivo delle scelte stupide.
5) la persona che ritiene che solo gli altri possono essere stupidi sta facendo la scelta più pericolosa che esista.

giovedì 26 dicembre 2024

GIOCHI VINTAGE --- MEGAPOLIS DELLA RICORDI 1978


Come regalo di fine anno darò informazioni su un gioco che mi è pervenuto in cattive condizioni ma che evidenzia una tappa della storia dei giochi da tavolo, quella dove si incontrano le normali tecniche e regole di questi giochi con la tecnologia elettronica allora emergente. Il gioco si chiama Megapolis (non Megalopolis) e fu pubblicato dalla Ricordi giochi nel 1978. Si tratta fondamentalmente di una rivisitazione del Monopoli, infatti si debbono acquistare terreni e costruire case di tre livelli, anziché i due del Monopoli, ma sempre se si hanno tutte le proprietà di un colore ed il percorso è sempre ad anello, ma con varie differenze, tuttavia vi sono anche possibilità di ottenere dividendi speculando in Borsa.

La vera novità rispetto al Monopoli classico edito a quel tempo (ora si chiama Monopoly ed esistono molte varianti) è l'utilizzo di un computer molto elementare ma che consente una qualche limitata programmabilità, il tutto quasi trenta anni prima che la Hasbro introducesse un suo supporto elettronico con il Monopoly banking nel 2006. Alla fine degli anni '70 l'uso di assistenti elettronici diventa frequente, escono giochi con sussidio elettronico anche famosi come "Stop Thief", "Dark Tower", "Codename: Sector", tra gli altri.


I supporti elettronici (che in seguito chiamerò computer) visibili in foto sono due, quello di Megapolis è a destra, quello a sinistra, diverso solo nell'aspetto, è di un altro gioco "Guerra tra pianeti" della Mondadori.
Il computer fu prodotto dalla IQ Games dal 1975 e fu usato anche in altri giochi come DataFinans, Tankattack, Marinattack dello stesso periodo. Tutti questi dispositivi funzionano allo stesso modo, ma le regole dei giochi interpretano l'output del computer in modo diverso.

Il funzionamento è semplice, l'interruttore in basso a destra accende il computer, premendo il pulsante nero, subito sopra l'interruttore, si attiva una sequenza molto veloce di accensioni dei 3 led rossi in alto, sempre la stessa, rilasciando il pulsante si ottiene il responso del computer, in genere si usa questo output al posto dei dadi per gli spostamenti delle pedine. Spostando in alto gli altri due interruttori si inserisce nella sequenza uno dei led a destra della seconda fila, premendo il pulsante rosso si inserisce il led in seconda fila sulla sinistra. Il regolamento dei giochi fa interpretare i risultati.  

All'interno dei computer vi è un semplice circuito composto da tre chip logici TTL più i led, interruttori, pulsanti e altri componenti accessori. L'alimentazione è con una pila piatta da 4,5V oppure un adattatore per 3 pile AA a 1,5V.

Ora passiamo alla fase del restauro, la scatola è composta da due coperchi in cartoncino, ripiegati per creare i due gusci, in foto vi è l'aspetto originale con i cartoncini spiegati.


Il guscio superiore appare pieno di nastro adesivo o di sue tracce, tutti gli angoli sono rotti e anche uno dei lati è strappato, altri strappi sono presenti qui è là, manca del tutto la grafica su parte dei lati maggiori.






Il guscio inferiore ha dei grossi strappi e uno 

degli angoli è rotto. Ci sono anche vari strappi tra 

i lati e il fondo. Vi sono poi pezzi di nastro adesivo.




E' stato possibile rimuovere i nastri adesivi e i     


loro segni, il guscio inferiore è stato ripristinato 

con varie toppe di carta, anche gli angoli sono stati riparati con toppe. Tuttavia le toppe non 

sono visibili, perché sono nella parte  interna e sono nascoste dalla plancia che contiene i pezzi del gioco.


Ecco come appare ora il fondo della scatola.

Volendo un po' di pennarello bianco coprente 

può eliminare gli strappi dove si è perso il fondo bianco.



Passiamo al guscio superiore, ecco come appaiono le toppe per eliminare gli strappi  

Le toppe sono incollate in modo da nascondersi nei lati una volta ripiegati.

Sulla faccia esterna i segni di nastro adesivo sono stati rimossi e sono state incollate delle riproduzioni prese da internet delle parti di grafica mancanti.



Quanto al contenuto del gioco, ecco una foto dei pezzi al loro posto. Purtroppo mancavano alcuni pezzi che rappresentano alcuni edifici di 1' e 2' livello, in tutto 8 su 96 pezzi totali. I pezzi mancanti sono stati recuperati da pezzi di una vecchia scatola di regoli poi colorati con pennarelli a inchiostro indelebile.

 








martedì 28 marzo 2023

GIOCHI VINTAGE  --- TOMBOLA DELLA CANZONE

Come primo post di questa serie tratterò del primo gioco pubblicato dalla Clementoni, era l'anno 1963, l'anno in cui Martin Luther King fece il celebre discorso "I have a dream", venne ucciso Kennedy, i Beatles pubblicavano il primo LP.
Da qualche anno veniva trasmessa Canzonissima, celebre programma TV dove gareggiavano cantanti e canzoni, un po' come Sanremo, la trasmissione era popolare anche perché abbinata alla Lotteria Italia. La Clementoni, quindi, volle appoggiarsi a questa trasmissione per pubblicare il suo primo gioco e iniziare al meglio la sua grande storia. Il gioco venne venduto a 4500 lire del tempo, circa 78 euro attuali, un prezzo un po' più alto di altri giochi, ma usava una tecnologia abbastanza sofisticata per giochi di quel periodo. In anni successivi la Clementoni cambiò il nome al gioco con "Hit Parade" e una scatola con immagini diverse, con canzoni diverse, ma il meccanismo del gioco rimase praticamente identico.


Il gioco in realtà era pubblicato già dal 1958 in modo quasi identico, ma senza indiare un editore, aveva il nome "Tombola musicale", anch'esso sfruttava Canzonissima, come citato in qualche modo sullo scatolo, dove parlava di canzonissime. Sulle varie schede si può notare che il gioco usava un brevetto di Clementoni. 


Il nome di quel gioco è la traduzione di (e si ispira a) un gioco americano a quiz per la TV "Music Bingo", che aveva un meccanismo simile ed aveva come annunciatore e coautore Johnny Gilbert, lo stesso autore di "Jeopardy!" che ispirò il gioco italiano "Rischiatutto". 
Qui c'è la mia fonte:
Qui c'è un video su Youtube:


Il gioco mi è pervenuto in buone condizioni e completo, è curiosa la meccanica del gioco, infatti i giocatori devono indovinare delle canzoni eseguite per alcuni secondi usando delle schede perforate fatte scorrere su una specie di organetto ad aria, il tutto si faceva girando una manovella.
L'organetto dava regolarmente aria (sotto la scocca c'è una coppia di mantici azionati dalla manovella, questi danno aria ad una spezie di organetto), 

La coppia di mantici, da notare che c'è voluto tempo
per aprire la scocca, in quanto era tutto incollato

ma la scheda non scorreva bene, quindi ho fatto un paio di piccoli interventi, ho messo un piccolo foglio di plastica trasparente dove si inserisce la scheda, per farla scorrere meglio, ed ho leggermente alzato il secondo rullo, per far passare meglio la scheda,.
Ecco la foto dove ho fatto gli interventi ed il video del risultato.










mercoledì 6 luglio 2022

CURIOSITA' --- SOLUZIONE GENERALE AL PROBLEMA DEI CAMMELLI.

Il problema originale si trova in un libro del 1938 di Malba Tahan intitolato "L'uomo che sapeva contare" e ambientato a Bagdad nel 1200 circa. Una versione spesso usata ai giorni nostri è questa: un vecchio vedovo decide che alla sua morte i 3 figli dovranno dividersi la sua eredità, cioè 11 cammelli, in base a questi rapporti: al figlio maggiore andrà la metà dell'eredità, al mediano un quarto, al minore un sesto. Alla sua morte però i tre figli non sanno come dividersi i cammelli senza doverne ammazzare uno o più per dividerlo in parti, inoltre non si fidano abbastanza l'uno dell'altro da accettare impegni di compensazioni in denaro.
Ragazzi, stiamo rischiando la pelle!

Vanno davanti al giudice del posto e questo decide di regalare loro un cammello. Ecco che con 12 cammelli è possibile dividere l'eredità, al grande andranno 6 cammelli (la metà dell'eredità), al medio 3 (un quarto), al minore 2. Però così avanza il cammello donato dal giudice che così se lo riprende!

Come mai? Ebbene, se noi sommiamo le frazioni corrispondenti alle parti dei fratelli, quindi facciamo 1/2 + 1/4 + 1/6, passando per il Minimo Comune multiplo otteniamo 11/12, vale a dire che il padre aveva sbagliato, non aveva assegnato tutta l'eredità. Però aggiungendo 1 cammello pareggiamo i conti ed è possibile dividere tutta l'eredità tra i figli.

Ho trovato su internet altri esempi, con 17 o 39 cammelli (e 4 figli), quindi mi è venuta la curiosità di sapere se esisteva una soluzione che dicesse quando questa procedura è possibile, anche con più di un cammello e cosa bisognava fare.

Ebbene, ecco la formulazione generale: dati n figli avremo che il padre dovrà stabilire n parti, indicate con q1, q2...qn.

Prima condizione: ogni parte deve poter essere indicata come frazione con indici interi (nel caso iniziale 1/2, 1/4, 1/6), ma vanno bene anche 2/5, 23/80, ecc., in pratica si tratta di numeri razionali. 

Seconda condizione, la somma delle parti deve essere minore di 1, altrimenti il giudice non potrà regalare cammelli, semmai potrebbe prenderli, cosa che non farebbe contenti i fratelli.

Ora sommiamo le parti (sotto forma di frazioni) e otterremo (usando il Minimo Comune Multiplo) una frazione del tipo A/B 

Come conseguenza delle regole prima e seconda, A sarà il risultato di una somma (al numeratore della frazione)di numeri naturali (o interi), inoltre questi numeri indicheranno già anche i cammelli che spettano ad ogni fratello se si rispetta la regola successiva.

Terza condizione: Il numero dei cammelli deve essere uguale ad A, le condizioni prima e terza servono per ottenere risultati interi. B ovviamente sarà per forza un numero intero, essendo stato trovato come MCM.

A questo punto il giudice dovrà solo 'regalare' ai fratelli la differenza tra B ed A (che potrebbe anche essere parecchio superiore ad 1) e poi dividere con la procedura vista all'inizio, poi riprendersi tutti i cammelli regalati.

Ma davvero è così?

E' proprio così, poniamo il caso che le parti determinate dal padre siano 1/2 1/4 1/7 (rispettiamo la 1' regola, tutte le frazioni sono con indici interi).
Facendo la somma tramite il MCM avremo (14 + 7 + 4)/28, cioè 25/28,
quindi abbiamo rispettato la seconda. 
Ora dobbiamo porre il numero dei cammelli in eredità pari a 25, per poter avere un numero di cammelli intero per ogni figlio (terza regola).
Il giudice stavolta dovrà donare 3 cammelli per fare le parti, cioè 28 - 25, ebbene, facendo le parti usciranno esattamente gli addendi della somma che abbiamo già fatto, cioè 14, 7 e 4, quindi il giudice potrà recuperare i 3 cammelli che aveva donato. 
Che genialata!




giovedì 5 maggio 2022

FILOSOFIA --- "L'altro posto", LA GENIALITA' DI UN SEMPLICE TELEFILM.

 




I due protagonisti 

IL TELEFILM
Tempo fa ho visto la serie "Ai confini della realtà", serie classica degli anni '60, molto particolare per le sue trame surreali e piene di spunti di riflessione, ma in particolare una mi ha colpito, la puntata "L'altro posto" di cui si vede una immagine qui sopra.
Essendo vecchia molti non la conosceranno, dato che dovrò fare uno spoiler, vi invito a vederla prima di proseguire nella lettura, dura una mezz'ora e si trova liberamente su youtube.
Il protagonista muore all'inizio della puntata, vabbè, tanto è ambientata nell'aldilà, ma è un aldilà molto particolare, il protagonista, pur essendo un ladro e anche assassino, si ritrova in una suite imperiale di un albergo di lusso, riservata a lui. E' pieno di soldi, circondato da "femmine" (poi spiego perché le chiamo come le chiama il protagonista) inoltre, essendo un giocatore compulsivo, sta sempre al casinò dove vince somme favolose.
Unico problema, solo lui e la sua guida sono esseri "veri", tutti gli altri sono solo "scenografie", come vengono definite nel telefilm, che quindi non sono esseri umani, ovvero uomini o donne.
La cosa inizialmente non disturba il protagonista, ma dopo un mese di questa vita, nella quale tutti i suoi bisogni e desideri materiali , ma solo quelli, vengono soddisfatti, non ne può più di stare in quello che ritiene il Paradiso. Al momento di chiedere il trasferimento appunto nell'"Altro posto" avviene il ribaltamento, il finale a sorpresa, la guida gli dice che lui all'"Altro posto" c'è già!
In pratica l'Inferno può essere un posto molto diverso da come lo immaginiamo, direi troppo confortevole! Pensate ai terroristi islamici che hanno ucciso tante persone nei vari attentati, magari sono in quello che sarebbe il Paradiso islamico promesso loro da sedicenti imam, pieno di "femmine", cibo e acqua, in un'oasi tutta per loro, ma dopo tutti questi anni si stanno ormai annoiando in modo insopportabile. 
Le sbarre dell'inferno sarebbero così fatte da noi stessi, da ciò che ci ha distratto dal cercare il vero bene.


COMPATIBILITA' CON L'INFERNO CRISTIANO
Ma questo "Altro posto" cosa avrebbe a che fare, per esempio, con l'Inferno cristiano?
Riflettiamo un attimo, chi ha vissuto per tutta la vita cercando solo soddisfazioni materiali, ignorando o anzi usando le altre persone, viste come oggetti da usare per i propri fini, in questo ipotetico inferno perché dovrebbe avere a che fare con esseri reali? Una delle caratteristiche dell'inferno cristiano è infatti l'estrema solitudine, l'egoismo estremo infatti porta a concentrarsi solo su se stessi e sulla propria sofferenza, lasciando fuori dal proprio essere sia gli altri che DIO.
Un'altra caratteristica è il "fuoco". ma per fuoco si intende qualcosa che viene dall'interno del proprio essere, una inquietudine insaziabile, un "bisogno di avere bisogno" che nel nostro mondo plachiamo soddisfacendo i nostri bisogni temporanei, anche facendo cose strane come scalare montagne o buttandoci nel vuoto col paracadute, ma che nell'aldilà non può essere placata dalle "scenografie" generate da noi stessi.

IL PARADISO
Per contrasto si può comprendere che il Paradiso, come troviamo scritto in vario modo nei libri sacri, è la liberazione dal "fuoco", ovvero dal bisogno, ma anche la comunione con gli altri e con DIO che è quello che veramente placa il nostro essere.

   



lunedì 27 dicembre 2021

RETROCOMPUTING --- RESOCONTO DELLA MOSTRA DEI VIDEOGAME DI TRIESTE.

 

Per motivi familiari ho trascorso i giorni di Natale a Trieste, bellissima città che raccomando di visitare a chi può, a parte l'evento di cui farò questo resoconto.

Dal 26 novembre e fino al 20 febbraio, nel Salone degli incanti, presso il faro, si tiene la mostra storica dei videogames, dalle origini fino al presente, titolo "VIDEO GAMES, the exhibition".

L'autore dell'articolo, che ha scattato le foto, mentre mio figlio, visibile in alcune foto, ha testato le console.

Si possono ammirare persino le riproduzioni delle prime macchine con cui giravano i primi videogames, che allora neanche si chiamavano così, da "Tic-tac-toe" a "Space wars", a "Tennis for two", tra l'altro è anche possibile giocarci (quando non si bloccano!).

Da sinistra "Tic Tac toe, "Space Wars", "Tennis for two"

Da lì poi parte un itinerario che mostra tutte le principali macchine da gioco sia quelle da tavolo che portatili, ed uno spazio (forse un po' troppo piccolo e non interattivo) spetta agli home computers che negli anni '80 contesero il mercato alle console.
L'inizio delle console commerciali da casa, la Odyssey della Magnavox, da notare come fosse accompagnata da vari accessori, in effetti era vista anche come un ausilio informatico in vari giochi di società

Il piccolo angolo riservato agli Home computers, sulla destra, non visibile, c'è un Apple II

Molte console sono anche utilizzabili per giocare, anche se con un tempo limitato, per evitare che qualche appassionato monopolizzi una macchina per ore intere, cosa possibilissima. Sono utilizzabili anche alcune console rarissime, come il Virtual boy, una console della Nintendo a 3D monocromo che ebbe poco successo, tuttavia può bloccarsi o guastarsi facilmente, quindi occorre un po' di fortuna e accortezza.

Un cabinato con "Donkey Kong" 


Una Pong della Atari con i vari cloni, tra cui uno italiano della Zanussi, appena sopra la Pong.


Varie console dell'epoca della guerra commerciale tra Nintendo e Sega

In primo piano sulla destra la prima console portatile, prodotta dalla Mattel nel 1976, "Auto race", sulla sinistra una "Microvision", la prima portatile a cartucce, della Milton Bradley

Vai modelli di Game boy della Nintendo

Si può giocare con un Game boy prima versione riportato su schermo grande, nella foto il celeberrimo Tetris

Vari modelli di Xbox e Playstation, dall'altra parte del corridoio ci sono i modelli giocabili


Una zona dove vengono mandati video sulla storia dei Video games, tuttavia l'audio è sovrastato dalle console in funzione nelle vicinanze.

C'è anche un flipper, il secondo oggetto dalla sinistra, è un modello molto sofisticato, dotato di uno schermo che manda video in base alle situazioni di gioco, oltre ai punteggi.

Sulla destra una Nintendo 64 e una Sega Saturn, nell'altro espositore uno dei primi PC di tipo IBM compatibile, usati per i giochi

Il salone degli incanti era un mercato del pesce che veniva venduto appunto all'asta (quindi all'incanto). Ora l'edificio è stato restaurato e utilizzato per vari eventi

Come giudizio direi che vale la pena farci un salto, la visita, se non ci si accanisce troppo a giocare, dura un'ora circa, è possibile evitare di pagare il prezzo del biglietto (15 euro) se si pernotta per almeno due giorni negli Hotel o simili convenzionati siti in città (probabilmente tutti quelli al centro città).

Per ulteriori informazioni: 

https://www.turismofvg.it/eventi/video-games-the-exhibition

Buon gioco!

giovedì 7 ottobre 2021

RETROCOMPUTING --- STORIA DI UN ITALIANO, LUCIANO DEL BUFALO.

Luciano Del Bufalo nel 1956 a Berlino

Prima che molti dei lettori di questo post nascessero, prima ancora che Federico Faggin inventasse il chip 4004, base di quasi tutte le CPU dei moderni computer, già si usavano i primi computer desktop (come la famosa Perottina della Olivetti) ed anche le calcolatrici tascabili, queste ultime erano però meccaniche e richiedevano l'ausilio umano, ma erano comunque piuttosto veloci e precise, in mani abili.
La maggior parte di queste erano degli aritmografi, ovvero delle addizionatrici a cremagliera come questa
Un aritmografo della Addiator

L'immissione delle cifre avveniva usando un pennino (come per l'Apple Newton, varie agendine digitale e i primi smartphone) che serviva a muovere delle cremagliere fino a visualizzare la cifra voluta.
Gli aritmografi però facevano solo addizioni e sottrazioni direttamente, con qualche trucco e prendendo appunti si potevano fare anche moltiplicazioni e semplici divisioni. Per operare più velocemente esisteva un libretto prodotto dal matematico svedese Wilken Wilkenson, dal titolo "Multi Divi" che riportava tutti i possibili risultati fino a tre-quattro cifre, estendibili a più cifre, il libretto era venduto su licenza dalla stessa Addiator.
 

In Italia gli aritmografi più diffusi erano quelli della Addiator,  importati dalla C.I.A.M. (Concessionaria Italiana Addiator e MultiDivi) con sede a Genova in via della Consolazione, civico 22r, di cui era titolare proprio il dott. Luciano Del Bufalo, dottore perché era proprio un medico. Il relativo successo degli aritmografi spinse poi molte aziende sia italiane che straniere a produrre imitazioni sia su licenza che non.
Nei primi anni '50 Del Bufalo aveva bisogno di investire dei capitali guadagnati col suo lavoro, ma aveva anche del tempo disponibile, cosa rara oggi. Trovò che la ditta Addiator di Berlino cercava rivenditori all'estero e si offrì come rivenditore per l'Italia in esclusiva. Dopo aver incontrato i gestori dell'azienda, il signor Schaffhirt e la moglie signora Schaffhirt-Kübler ottenne l'esclusiva (la prima foto si riferisce probabilmente a questo primo viaggio).
In effetti diede una buona impressione ai coniugi Schaffhirt, anche in seguito, era un "partner dignitoso e affidabile che pagava sempre prontamente".
Del Bufalo quindi fondò la CIAM di cui era unico proprietario, o meglio, visto il nome ritengo che fosse una Srl con Del Bufalo socio principale e poi un'altra persona con una quota minima, non poteva essere una ditta individuale perché Del Bufalo era medico e non poteva essere imprenditore.
Comunque sia, tutto il materiale pubblicitario e gli annunci sui giornali erano prodotti o tradotti da Del Bufalo, persino i manuali erano tradotti da lui personalmente. Ecco un esempio di pubblicità
Una pubblicità per i negozianti

Il dott. Del Bufalo partecipava personalmente anche a varie fiere in giro per l'Italia, sempre per promuovere i prodotti della Addiator, Multi Divi compreso, rimase attivo almeno fino al 1970, dove è provata da questa foto l'esistenza di uno stand presso la Fiera Chi Bi Ca nel febbraio 1970, nei locali della Fiera di Milano.

Bisogna dire che Del Bufalo non fece tantissimi soldi con questa attività, ma evidentemente quello che era nato come un tentativo di investimento era in pratica diventato una passione. 
Dopo il 1970 pare che la CIAM non facesse più ordinativi presso la Addiator, in effetti molto lavoro lo facevano le calcolatrici elettromeccaniche da tavolo, inoltre di li a poco entrarono sul mercato le calcolatrici tascabili elettroniche, che ebbero grande successo anche grazie ad un certo Clive Sinclair. 
Malgrado qualche ricerca su internet non ho trovato notizie successive al 1970, Chi vorrà fornirmele sarà benvenuto e verrà citato in questo post.
Come regalo per i lettori QUI sarà possibile scaricare il manuale in formato pdf del Multi Divi in Italiano, tradotto proprio dal dott. Luciano Del Bufalo. 
AGGIORNAMENTO (10/10/2023): sono venuto in possesso di alcuni volantini sempre fatti da Del Bufalo, che fanno riferimento all'IVA, una imposta entrata in vigore in Italia con il DPR 633 del 1972, pertanto devo ritenere provato che la CIAM era ancora in attività almeno fino al 1973.

lunedì 23 novembre 2020

RETROCOMPUTING --- CONSIGLI PER COLLEZIONISTI.

Vale la pena collezionare? Quello che dico vale per qualunque collezione, dai quadri ai francobolli, alle armature medioevali, alle sorprese kinder. Tutti gli oggetti si deteriorano, soprattutto se sono di plastica quindi è meglio avere degli emulatori per i computer, o le foto delle sorpresine kinder, o magari le scansioni 3d al computer per una armatura?

I collezionisti in generale iniziano questo hobby per i motivi più svariati, molto spesso partendo da oggetti che li hanno colpiti durante l'infanzia, l'hobby diventa passione quando la gioia di trovare un oggetto tanto cercato ti rimane dentro, e spinge a trovare altri oggetti simili. Ebbene si, somiglia a qualunque percorso che crea una dipendenza, ma si può rimanere nell'alveo della normalità se si riesce a dare a questa passione un fine utile a se e agli altri, mentre una dipendenza di solito è distruttiva.



Quali regole seguire per far si che io collezionismo diventi qualcosa di positivo, in pratica una sorta di sublimazione?

Personalmente seguo queste regole apprese col tempo, valgono anche per qualunque genere di collezione, eccole:

1) Delimitare con un certo rigore l'oggetto della collezione, altrimenti ci si ritrova con tanti oggetti scollegati tra loro e privi di un senso che li accumuni e dia anche loro una progressione, una storia insomma. Si tratta infatti sempre di oggetti che raccontano una propria storia, ma guardandoli nell'insieme si può avere anche una storia comune. Bastano anche pochi oggetti, purché molto significativi, per avere una buona collezione, oppure è anche una buona idea collezionare cose che occupino poco spazio.

2) Cercare di essere in grado di effettuare la manutenzione e eventuali riparazioni di base, in modo da dover chiedere aiuti solo in casi più seri e rari, e comunque su Internet qualche aiuto si può darlo. In effetti se si è rispettato il punto 1 è più facile "specializzarsi". Tra l'altro una riparazione riuscita è gratificante.

3) Ricordarsi che la collezione è per noi, non siamo noi per la collezione. Esiste la famiglia, la ragazza, amici, insomma la vita. Ricordatevi che tra collezionista ed accumulatore compulsivo la differenza è sottile, basta perdere la capacità di delimitare con rigore gli spazi riservati alla collezione senza creare problemi alle persone conviventi.

4) Come corollario del punto 3, non danneggiate la vostra economia per comprare oggetti, cercate di autofinanziarvi vendendo doppioni, pezzi fuori dall'oggetto della collezione, altri oggetti di casa che magari prima semplicemente buttavate e in realtà hanno un mercato. Comunque ricordatevi che potete aggiungere alla passione l'idea di un buon investimento, molti oggetti col tempo acquistano valore.

5) Quando arriva la vecchiaia, o, corna facendo, avete già avuto l'avviso di sfratto da questa vita, se gli oggetti non si sono deteriorati prima, ricordatevi che dovrete separarvi, provvedete a dare loro un futuro senza di voi. Vi hanno dato bei momenti quindi è giusto ricambiare, se trattati bene vi saluteranno lasciandovi qualche soldino per la vecchiaia o per i vostri cari.

E qui aggiungo dei punti suggeriti da un appassionato come me, Dino Baldi, ma altro potete aggiungere nei commenti:

6) Allargate il cerchio. Non restate soli con i vostri ritrovati e le vostre scoperte. Se vi guardate in giro, la vostra città ed il suo contorno offrono enormi potenzialità per formare un gruppo di amici, accumunati da una sana propensione per lo smanettamento. Promuovete contenitori di passione.

7) Investite sul futuro del passato coinvolgendo i giovani. Iniziative come CoderDojo permettono di diffondere consapevolezza nelle menti dei piccoli, far conoscere per far capire. Non è vero che servono per forza 4K e 100 hz per divertirsi. Neanche tanto ben nascosti, nel numero, si annidano molti piccoli nerd affamati, hanno solo bisogno di una piccola spinta.

8 e altro) Fate voi.


lunedì 5 ottobre 2020

SCUOLA ---------------------- GUIDA ALLE BASI DELL'ECONOMIA

Ho messo in linea una breve presentazione che fornisce alcune informazioni di base sull'economia, in particolare dai bisogni all'attività economica, potete trovare questo file (liberamente scaricabile, ma ricordatevi di citare la fonte, QUI
E' inoltre disponibile anche un'altra guida in formato pdf consultabile QUI.

martedì 14 aprile 2020

RETROCOMPUTING --- VIAGGIO NELLO SPAZIO E NEL TEMPO.

Visto che con la pandemia non potremo viaggiare come turisti per un po', a beneficio degli appassionati e dei curiosi proviamo a fare un viaggio sia nello spazio che nel tempo, visitando i siti appartenuti alle aziende che hanno fatto la storia negli anni '80 degli home computer, sto parlando di Atari, Commodore e Sinclair. Tutte e tre queste aziende o sono estinte o sono rimasti solo i marchi, ma tutto il resto è completamente cambiato, comprese le sedi che occupavano queste aziende nell'età d'oro degli anni '80.

Andiamo in ordine alfabetico e cominciamo da Atari.
L'azienda fu fondata nel 1972 da Nolan Bushnell e Ted Dabney, ma già negli anni '80, all'apice della sua popolarità, apparteneva al gruppo Warner Communications dal 1976 e Nolan Bushnell aveva già lasciato l'azienda. Durante il decennio venne acquistata da Jack Tramiel, ex proprietario della Commodore, tra gli Home computer più importanti troviamo:  l'Atari 400, il primo vero home computer e alla fine arriviamo all'Atari Falcon, che vendette poco ma oggi è ricercatissimo.
Ecco la sede all'epoca della Warner:
Si trova a Sunnyvale, negli USA, in Borregas Avenue 1165, la sede non è cambiata sostanzialmente, ma era proposta in fitto all'epoca della foto (dal sito AtariProtos.com. Nella stessa zona è presente anche la sede all'epoca di Tramiel, al numero 1195 (dallo stesso sito internet):
Attualmente gli edifici di tutto il complesso sono di Google ed è in corso una ristrutturazione, quindi gli edifici potrebbero diventare irriconoscibili entro poco tempo.
Tra la Atari e la Commodore c'è qualcosa in comune, Jack Tramiel, che fondò la Commodore nel 1953 come ditta che commercializzava macchine da scrivere, tra cui le Olivetti. 
Il suo primo Home fu il ben noto VIC 20   
La sua sede principale operativa fu dal 1976 alla fine nel 1994 a West Chester in Pennsylvania (Stati Uniti d'America) (sede legale alle Bahamas), ecco alcune immagini tratte dal film "Deathbed vigil" girato da Jay Miner (coprogettista dell'Amiga) il giorno della bancarotta nel 1994.
 Questa è la guardiola all'ingresso, quel giorno i custodi erano stati già licenziati. In fondo troviamo il logo Commodore.
Oggi al posto del logo Commodore troviamo quello della QVC,  uno dei più grandi venditori on line anche in TV.




 Ecco l'ingresso principale della sede.
Il posto non è molto cambiato, pur essendo passati ben 26 anni ed è ancora l'ingresso principale, stavolta della QVC. Per ironia della sorte, la QVC vende anche il TheC64 Mini, una rievocazione del più venduto computer della Commodore, il C64.
Qui abbiamo una vista dall'alto del complesso, per arrivare all'ingresso nella foto bisogna girare a destra davanti al posto dove era il logo Commodore (ora c'è quello OVC)segnato dal rettangolino azzurro, e poi andare fino al parcheggio dalla parte opposta.

Passiamo ora alla Sinclair, esistono varie ditte con questo nome (molto comune), qui ci occupiamo della Sinclair Research attiva nel mercato degli Home computer. Il più popolare modello, lo ZX Spectrum, fece guadagnare al proprietario della ditta e suo principale progettista Clive Sinclair il titolo di Sir.
Nel suo periodo migliore la Sinclair ebbe la sede nella ex fabbrica di acque minerali "Barker & Wadsworth" in Willis Road, civico 25 a Cambridge, la ristrutturazione fu curata dallo studio di architettura Lyster Grillet + Harding, dal cui sito ho prelevato le foto degli anni '80. Qui a destra c'è l'ingresso da Willis Road all'epoca.
 Qui è visibile sulla destra l'edificio originale e l'edificio nuovo collegato al vecchio da questa grande vetrata che fa anche da hall d'ingresso.









Qui c'è l'interno della hall, con questa grande scala a chiocciola, si nota la grande scultura sul lato sinistro.





Le seguenti foto sono quelle recenti, frutto di un pellegrinaggio fatto da un retrocomputerista con vari suoi amici (sito  https://twitter.com/aru_itsnews/status/908016136058535936)

Questo è l'ingresso all'epoca del "pellegrinaggio", ora c'è un cancello spesso chiuso, perché l'ingresso è ora dall'altra parte dell'edificio.








 Questa è la zona della hall, si tratta evidentemente di un ingresso secondario, si nota la presenza sotto al posto dov'era il logo Sinclair, di un altro logo Sinclair, ma si tratta di un'altra ditta che tratta prodotti medici.













L'interno della hall nel 2016, epoca del 'pellegrinaggio', l'aspetto è un po' più dimesso e manca la scultura













Questa è la vista dall'alto della sede ex Sinclair, che ora fa parte di un complesso universitario, si vede l'ingresso principale attuale con annesso parcheggio in alto a sinistra nell'immagine.



Da dove venivano i componenti dei computer? Per la Sinclair una parte erano forniti dalla Zilog, con la CPU Z80, altri venivano da altre ditte a seconda della opportunità. La Commodore invece usava la cosiddetta integrazione verticale, ovvero faceva produrre i chip principalmente da una azienda del suo gruppo, la MOS Technology, dove fu inventato il 6502, usato anche nei primi Apple.


Questa è la sede fino alla sua chiusura, si trova a Norristown, in Pennsylvania, o meglio, qualche chilometro verso ovest rispetto al centro abitato. 







Un protagonista di quell'epoca, Bil Herd, progettista delle linee di  computer Commodore 264 e 128, ha fatto un video nel 2020 dove viene ripreso lo stesso stabilimento ormai abbandonato, ma ancora in piedi e probabilmente ancora utilizzabile con qualche riparazione, il video è sia su Youtube che su sul sito Hackaday.com,  




Infine ecco la visuale dall'alto dello stabilimento, come si trova con Google, si può dedurre anche l'indirizzo dello stabilimento.








Spero di avervi dati bei momenti per ricordare un'epoca che per i giovani dell'epoca è storia, per molti giovani retrocomputeristi è un mito.