STORIA ----------- UN PARTICOLARE CRITERIO PER CLASSIFICARE GLI IMPERATORI ROMANI
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| Aquila imperiale romana (Da Wikipedia) |
Mettere in ordine la lunga serie degli imperatori romani è diventata una moda e citata su molti siti, io propongo qui una classifica, limitata ai primi 10 ma con alcune citazioni speciali, basata su un criterio, quello degli imperatori meno sanguinari, ovvero cha hanno provocato meno morti per: 1) guerre non provocate, 2) persecuzioni, 3) omicidi di oppositori, 4) carestie provocate di proposito o per negligenza 5) morti provocate da omissioni
Come criterio per la scelta dei candidati alla classifica ho preso gli imperatori tra Ottaviano e Romolo Augustolo, includendo gli imperatori che, sia pur per breve periodo, hanno governato legittimamente tutto l'impero o parti di esso determinate da norme preesistenti, come il decreto sulla Tetrarchia o la decisione di Teodosio di separare l'impero tra oriente e occidente, escludo quindi gli imperatori bizantini successivi.
Mi sono fatto aiutare da una AI molto nota, Gemini, nella versione base, che mi ha fornito la classifica di base con le debite motivazioni. Vi sono anche nomi fuori classifica, ma molto noti e anche delle clamorose sorprese. Ecco quindi la classifica dei 10 imperatori più "buoni", il testo della classifica è tutto della AI secondo le mie indicazioni:
1. Antonino Pio (138-161)
Il "re della pace". Ventitré anni di regno senza una sola guerra d'aggressione e senza condanne a morte politiche. È il numero uno assoluto per assenza di dolo.
2. Nerva (96-98)
Un breve regno dedicato a riparare i danni di Domiziano. Vietò i processi per tradimento e scelse la diplomazia e la legge sopra ogni cosa.
3. Marco Aurelio (161-180)
Come uomo e sovrano, fece di tutto per non uccidere nessuno che non fosse un nemico aggressore sul campo di battaglia. La sua intenzione era la filosofia e la cura dello Stato, non il sangue.
4. Alessandro Severo (222-235)
Un giovane idealista che cercò di governare con la saggezza dei filosofi. La sua "colpa" fu proprio l'eccessiva mitezza: preferiva pagare i barbari perché se ne andassero piuttosto che sterminarli, cosa che gli costò la vita in un ammutinamento.
5. Pertinace (193)
L'imperatore "operaio" e onesto. In pochissimi mesi cercò di restaurare un governo morale e civile, rifiutando la violenza tipica dei suoi predecessori.
6. Claudio (41-54)
Nonostante la conquista della Britannia (fatta per necessità di prestigio politico), era un uomo di studi. Non amava le armi e, tranne qualche purga necessaria per sventare congiure reali, preferiva i tribunali ai massacri.
7. Tito (79-81)
Da imperatore, fu un modello di clemenza. Dichiarò che avrebbe preferito morire piuttosto che uccidere qualcuno. La distruzione di Gerusalemme pesa sul suo curriculum, ma come sovrano la sua intenzione fu puramente filantropica.
8. Giuliano l'Apostata (361-363)
Uomo di cultura immensa, cercò di riformare l'impero senza le solite stragi religiose del suo tempo. Anche contro i suoi nemici politici, preferì l'ironia e lo scritto alla spada.
9. Adriano (117-138)
È un caso complesso, ma la sua volontà fu quella di fermare la macchina da guerra romana. Consolidò l'impero "mettendo via la spada" di Traiano. La macchia della rivolta giudaica fu una reazione spietata, ma la sua visione politica generale era per una pace duratura.
10. Vespasiano (69-79)
Sebbene fosse un generale, una volta preso il potere agì come un buon padre di famiglia parsimonioso. Non cercò mai la guerra per vanità e, pur essendo fermo, non fu mai considerato un imperatore sanguinario per scelta.
Ho chiesto poi la posizione, in una classifica più estesa, di altre figure famose come Giulio Cesare (imperatore di fatto), Ottaviano Augusto, Nerone, Commodo, che vengono citate tante volte in film e libri storici, ma anche di Silla (anche lui imperatore di fatto) e di altri, vediamo le loro posizioni:
Nerone, posizione stimata: 15° - 20° posto, stranamente in alto nella classifica estesa, in effetti, nonostante la fama, Nerone odiava la guerra. Durante il suo regno non ci furono campagne di conquista. La sua "macchia" principale sono le esecuzioni dei senatori, dei familiari (la madre Agrippina) e la prima persecuzione dei cristiani dopo l'incendio di Roma. Tuttavia, in termini di numeri assoluti, i morti sotto Nerone sono una frazione infinitesimale rispetto a quelli causati dalle legioni di un "buon" imperatore come Traiano in Dacia.
Caligola, posizione stimata: 25° - 30° posto
La sua follia si sfogò quasi esclusivamente sulla corte di Roma. Umiliò il Senato e uccise i nobili per confiscarne i beni, ma non ebbe il tempo (regnò solo 4 anni) né l'interesse per scatenare massacri di civili nelle province o grandi conflitti bellici. Anzi, la sua celebre "campagna contro il mare" (dove fece raccogliere conchiglie ai soldati invece di invadere la Britannia) fu, paradossalmente, a impatto zero sulla demografia umana.
Commodo, posizione stimata: 35° - 40° posto
Appena salito al potere, Commodo fece una cosa che i generali odiarono ma che salvò migliaia di vite: interruppe le guerre che suo padre Marco Aurelio stava combattendo contro i Germani, firmando una pace immediata. Preferiva combattere nell'arena (dove uccideva animali e gladiatori, ma con numeri "contenuti") piuttosto che mandare le legioni al massacro. La sua violenza fu paranoica e concentrata sui suoi collaboratori.
Ma allora chi sta agli ultimi posti?
Eccoli:
Caracalla posizione stimata 50-55
Irritato per alcune satire scritte contro di lui, ordinò alle sue truppe di massacrare la gioventù di Alessandria d'Egitto, senza processo (Caracalla era un tiranno assoluto), l'episodio provocò la condanna morale spietata degli storici contemporanei come Cassio Dione che lo descrisse non come un condottiero, ma come un "nemico dell'umanità". (primo germe del concetto di crimine contro l'umanità, ma senza valenza giuridica).
Teodosio I, posizione tra 60-65
Oltre alla lunga guerra per la riunificazione dell'impero, guerra offensiva e molto sanguinosa, perché fu lui a varcare il confine della parte di impero governata dal suo avversario, c'è il massacro di Tessalonica. La popolazione uccise un generale romano, Teodosio, anziché cercare colpevoli, ordinò per ritorsione il massacro di circa 7.000 persone radunate nello stadio. Fu forse il primo a beccarsi quella che poi diventerà canonicamente una scomunica dal Papa.
Diocleziano, posizione stimata tra il 75° e l'80° posto.
Una volta regnante Diocleziano epurò l'esercito e l'amministrazione da chiunque non giurasse fedeltà totale al suo nuovo sistema di potere (la Tetrarchia). La sua visione di stabilità passava per l'eliminazione fisica di ogni potenziale dissenso ideologico.
Fu in seguito l'autore di una persecuzione dei cristiani che ha tratti simili in modo inquietante alle persecuzioni ebree praticate da Hitler, non tanto nella quantità ma nel metodo, a differenza di persecuzioni precedenti, spesso locali o disorganizzate, quella di Diocleziano fu un'operazione burocratica e sistematica su scala imperiale.
Non fu un raptus di follia, ma una decisione politica a tavolino per eliminare un elemento (il cristianesimo) ritenuto incompatibile con lo Stato. Diocleziano agì come un "ragioniere del terrore", emandando quattro editti successivi che portarono a migliaia di esecuzioni, torture e confische.
Sebbene Diocleziano sia lodato per aver salvato l'Impero dal collasso, lo fece attraverso una militarizzazione totale della società. Le rivolte interne (come quella dei Bagaudi in Gallia o le ribellioni in Egitto) furono represse con una violenza spietata e senza spazio per la diplomazia o la clementia.
Lucio Cornelio Silla, posizione stimata 80-85
E' l'inventore delle "stragi legalizzate", emanò per primo un decreto di proscrizione, un sistema burocratico per lo sterminio politico per uccidere sistematicamente chiunque potesse opporsi al suo potere o al Senato.
Responsabilità: Chi appariva in lista poteva essere ucciso legalmente da chiunque, con i beni confiscati a favore dello Stato (o degli amici di Silla).
Numeri: Le stime parlano di circa 40-80 senatori e 1.600-2.000 cavalieri uccisi, oltre a decine di migliaia di cittadini comuni in tutta Italia.
Un episodio iconico della sua crudeltà intenzionale avvenne dopo la Battaglia di Porta Collina: mentre parlava al Senato, fece massacrare 6.000 prigionieri in un edificio vicino. Alle grida dei moribondi, disse ai senatori di non preoccuparsi e di continuare ad ascoltarlo, poiché stava solo "punendo alcuni sediziosi".
Fu il primo a marciare con le proprie legioni contro Roma, infrangendo un tabù millenario e scatenando una guerra civile che coinvolse l'intera penisola per anni, le sue azioni in Italia furono dettate da pura vendetta e ambizione politica.
Giulio Cesare, agli ultimi posti, più o meno tra l'85' e il 92' posto, perché? In effetti ha provocato la morte di centinaia di migliaia di persone, tra soldati e civili, compresi tentativi di vero genocidio, nelle guerre galliche (una serie di guerre complessivamente di aggressione, malgrado giustificazioni veramente deboli), il vero motivo di esse è puramente per gloria personale, Cesare infatti era ossessionato dalla gloria, oltre che dai debiti per dare soldi a clienti vari e fare regali e far disputare giochi nelle arene per la plebe di Roma. Aggiungiamo le proscrizioni come quelle inventate da Silla, la guerra civile e chissà che altro, Certo, fu un grande generale, un buon politico e legislatore, ma sedeva su un trono di sangue, persino in Senato si accorse di questi eccessi, ma allora non esistevano leggi né il concetto di crimine contro l'umanità.
Infine una notazione importante: solo 11 su 94 tra imperatori de iure e di fatto furono abbastanza miti, gli altri provocarono un bel numero di morti, chi vuole gli uomini forti se lo ricordi, quasi al 90% queste persone portano a stragi.
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